Il Tirreno

Livorno

nel centro di stagno 

Disabili con più autonomia grazie a due case speciali

Disabili con più autonomia grazie a due case speciali

Sono stati inaugurati gli appartamenti gestiti dalla Fondazione Scotto  grazie al progetto della Regione sull’aiuto al momento del distacco dalle famiglie

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Giulia, Fiorella e Anna hanno occhi colmi di felicità. Di fronte a una palazzina di color rosso mattone guardano verso il primo piano, verso quella che sarà la loro prima casa, un appartamento fresco di restauro dove andranno a vivere insieme tra 15 giorni. E presto con loro arriverà anche una nuova compagna. Ma che cosa ha di speciale questa convivenza in una strada di Stagno? Qualcosa di enorme perchè Giulia, 27 anni, Fiorella, 50, e Anna, 48, sono persone con disabilità che grazie a un progetto su quello che viene definito il “Dopo di noi” inizieranno un percorso di autonomia grazie alla Fondazione Scotto, alla Regione, all’Asl, al Comune e all’Anmic.

E sono elettrizzate all’idea di poter iniziare una vita tutta loro. «Non vediamo l’ora», dicono. E già pensano a chi cucinerà e a chi si occuperà delle pulizie. «Anche perché - dicono Fiorella e Anna - noi la mattina lavoriamo. E quindi avremo da dividerci i compiti».

Le tre donne abiteranno nella “Casa di Liliana” ma, con lo stesso progetto, è stata aperta anche la “Casa della Felicità” . In entrambi i casi gli appartamenti sono gestiti dalla Fondazione Scotto che li ha allestiti in collaborazione con la cooperativa Di Vittorio e grazie a un finanziamento regionale. «Le due case sono le prime di questo tipo sul territorio della zona livornese – ha affermato Laura Brizzi, direttore della zona-distretto dell’Asl – per dare risposte rivolte a persone con disabilità grave prive di sostegno familiare, in previsione del distacco dal nucleo e nell'ottica della cosiddetta deistituzionalizzazione».

«La “Casa di Liliana” – spiegano Fabio Cei ed Enrica Monticelli, rispettivamente presidente e vicepresidente della fondazione Luigi Scotto – ospiterà quattro donne che arriveranno qui dopo aver compiuto un importante percorso che le ha preparate e “allenate” a poter vivere una dimensione familiare quanto più autonoma e normale possibile. La “Casa della Felicità” rappresenta, invece, un passaggio intermedio rivolto a chi ancora deve compiere il proprio percorso di autonomia e distacco dal contesto familiare. Questo prevede attività articolate in cicli di giornate o weekend fuori casa.

« I nastri tagliati - spiega l’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi - non sono quelli di un arrivo, ma di una partenza. Da qui deve cominciare un percorso di inclusione e sostegno all’autonomia che dobbiamo garantire a queste persone. Le istituzioni si qualificano nella capacità di dare risposte ai soggetti più fragili, solo così compiono fino in fondo il loro dovere. Il territorio livornese è ricco di associazioni e istituzioni con tanta voglia di fare. A loro dobbiamo il nostro impegno per la realizzazione di un nuovo ospedale, ma anche di una rete di servizi socio sanitari, come quelli appena presentati, che possa aiutare i cittadini nei bisogni quotidiani».

Alle due inaugurazioni erano presenti anche il sindaco Adelio Antolini e il consigliere regionale Francesco Gazzetti che ha valutato come «uno straordinario valore aggiunto quelle istanze portate avanti che trovano soluzioni per le necessità emergenti». —

L.A.

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