Gioco
Terremoto a Livorno di magnitudo 2.5 l’epicentro in mare al largo di Tirrenia
Il fenomeno, rilevato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma non preoccupa. Parla l’esperto
LIVORNO. Alle ore 4.46’51” di ieri mattina la sala sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma ha registrato un terremoto di magnitudo 2.5, avvenuto nella zona costa Toscana settentrionale quella che interessa Massa Carrara, Lucca, Pisa, con coordinate geografiche (latitudine e longitudine) 43.62, 10.28 a una profondità di 8 km. Ma in molti lo hanno avvertito a Livorno, visto che l’epicentro, individuato a largo di Tirrenia, dista solo 8 km da Livorno e 17 da Collesalvetti. Osservando la mappa dell’Istituto, si può vedere che si tratta del quinto terremoto negli ultimi 90 giorni che si manifesta nello specchio antistante le due città divise da soli 20 km, il terzo davanti alla città di cui uno di violenza maggiore ma rispetto a quest’ultimo episodio. La preoccupazione si è manifestata sui social, dividendo fra i livornesi che non hanno sentito niente continuando serenamente a dormire e quelli che invece si sono svegliati di sobbalzo.
L’esperto. A parlare di questo episodio, uno dei massimi esperti di casa nostra, Massimo Baglione della sismica Regione Toscana.«Si sta parlando di un movimento moderato, appena percettibile. Teniamo conto che si sta sotto magnitudo 2 non viene fatta nemmeno nessuna procedura. Nel livornese, riguardo le colline metallifere nella zona retrostante, zona Collesalvetti e Livorno fino a 3, ogni tanto ci sono. Nessuna previsione, ma nemmeno motivo per creare allarmismo. Questi posti non si prestano ad eventi sismici importanti e questo ce lo dice la statistica. E’ possibile tuttavia che altre scossettine di analoga portata ci siano perché questi non sono mai fenomeni isolati. I cittadini stiano tranquilli e non si facciano prendere dagli isterismi. In Toscana, purtroppo, sono altre le aree ad alto rischio.Geologicamente le aree più critiche sono Garfagnana, Mugello, Lunigiana, Val Tiberina, Casentino, dove sono avvenuti fenomeni importanti e dove ci sono strutture tettoniche di una certa entità. Niente a che vedere con il livornese».
Il convegno. Il terremoto, nemmeno a farlo apposta, era stato al centro di un dibattito nei giorni scorsi alla nostra Camera di commercio sulla nuova normativa antisismica. «Nella zona di Livorno il rischio sismico non è alto, ma il patrimonio edilizio è datato e quindi un eventuale terremoto anche di bassa intensità potrebbe avere delle conseguenze non indifferenti. Il 70% delle costruzioni del centro storico risale ad almeno 50 anni fa, quando la prevenzione sismica non era una priorità». Numeri che fanno riflettere e preoccupano per il futuro, «però non parlate di allarme, è solo una fotografia della città», ha sottolineato Antonio Tenore, direttore del laboratorio livornese della Sigma Etruria, azienda nata nel 1973 e specializzata nelle prove su materiali da costruzione. «Ora c’è un approccio diverso, c’è una sensibilità diversa quando si costruisce o si ristruttura».
Il caso Livorno. E sulla situazione di Livorno è intervenuto anche uno dei massimi esperti a livello nazionale, Edoardo Cosenza, docente all’università Federico II di Napoli ed ex assessore ai lavori pubblici della Regione Campania: «Spesso sentiamo parlare solo della pericolosità e dell’intensità di un sisma, in realtà dipende molto dalla vulnerabilità del patrimonio edilizio colpito. A Livorno sono poche le costruzioni antisismiche, ecco perché bisogna fare diagnosi strutturali e tenere sotto controllo la situazione».
Dall’urbanizzazione all’uso del cemento armato, dalle costruzioni in muratura alle prove di laboratorio, dal futuro delle città alle prospettive locali: tanti gli argomenti toccati durante il convegno, organizzato dalla Sigma Etruria insieme agli ordini degli ingegneri di Livorno e Pisa.
Durante la giornata sono intervenuti Marco Pompucci e Simone Scalamandrè della Sigma Etruria, Maurizio Malvaldi (presidente dell’ordine degli ingegneri di Livorno), Chiara Fiore (presidente dell’ordine degli ingegneri di Pisa) e i docenti Paolo Formichi (Università di Pisa) e Mauro Sassu (Università di Cagliari): a moderare il convegno Irene Sassetti, segretaria dell’ordine degli ingegneri di Livorno.
Il tema centrale. Il decreto ministeriale 2018 sulle nuove norme tecniche per le costruzioni, «alle quali - ha precisato Tenore - devono attenersi tutti sia per quanto riguarda i nuovi edifici sia per quelli già esistenti». «Le nuove norme - ha detto Cosenza - riguardano principalmente i nodi trave-pilastro, che prima non si studiavano e che ora sono fondamentali. Finalmente lo Stato ha deciso di investire sulla prevenzione: il sisma bonus è un esempio, avanticosì».
Ed eccoci al progetto. «Sicurezza» e «voglia di sfruttare le reti professionali» sono invece i primi messaggi dell’assessora comunale ai lavori pubblici Silvia Viviani, che si è si è rivolta all’ordine degli ingegneri «con l’obiettivo di lavorare insieme per alzare la qualità urbana». Rivelaando un progetto per il futuro di Livorno.
«Dato per scontato il no al consumo di suolo, ormai un prerequisito in questo ambito - ha detto Viviani - la mia idea è quella di avviare una sorta di riurbanizzazione sostenibile: mi riferisco alle strade, ai marciapiedi, al sistema fognario, agli spazi pubblici. In questo modo aumenterebbero l’inclusione, l'accessibilità, la sicurezza sismica ma anche idraulica.
Gran parte del mondo sta andando incontro a grossi cambiamenti sociali e strutturali: Livorno, città portuale con grandi quartieri residenziali, non può restare indietro». —
Flavio Lombardi
Gianni Tacchi
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