Gioco
Un filo di sutura per riparare un difetto del cuore
Nuova metodologia contro il forame ovale pervio presentata al congresso organizzato all’hotel Rex dal primario Baldini
LIVORNO. Il forame ovale pervio è un difetto congenito, risultato della mancata fusione dopo la nascita del setto interatriale. Da diversi studi risulta che la sua prevalenza nella popolazione adulta sana varia tra il 15% e il 35%: significa che è presente in una persona su tre.
«Numerose evidenze - spiega il primario del reparto di Cardiologia dell’ospedale di Livorno, Umberto Baldini - supportano l’ipotesi che la presenza del forame ovale pervio, soprattutto in associazione ad alcune caratteristiche anatomiche, come l’aneurisma del setto interatriale, o entità patologiche, come stati di ipercoagulabilità, sia correlata ad un aumentato rischio di embolia paradossa, la cui conseguenza più temibile è rappresentata dall’ictus».
La procedura di chiusura del forame per via percutanea (senza ricorrere cioè all’intervento chirurgico ma utilizzando un accesso per via venosa) consiste nel rilascio di un dispositivo, una sorta di “ombrellino” costituito da una struttura a doppio disco in nickel, che attraversa il forame ovale per poi “chiudere” il difetto.
Questa procedura, che viene attuata con successo da molti anni anche nel laboratorio di Emodinamica della Cardiologia di Livorno, ha una percentuale di successo vicina al 100% ed una bassa incidenza di complicazioni precoci e a distanza.
Di recente una nuova metodologia si sta diffondendo. Ne ha parlato Achille Gaspardone, direttore della Cardiologia dell’Ospedale Sant’ Eugenio di Roma intervenendo al 17° Meeting Nazionale di Cardiologia organizzato dal reparto di Cardiologia di Livorno all’Hotel Rex lo scorso fine settimana, con la partecipazione di oltre 150 cardiologi provenienti da tutta Italia e un tavolo di esperti di livello nazionale e internazionale.
Gaspardone ha al suo attivo oltre 150 interventi con questa tecnica innovativa, una metodica percutanea, ancora in corso di perfezionamento, che nell’ambito dell’evoluzione tecnologica, permette di “riparare” il setto interatriale con un sistema simil-chirurgico che prevede la chiusura del forame ovale pervio mediante l’applicazione di una filo di sutura. Questo nuovo dispositivo, chiamato Noblestitch, non fa altro che applicare una metodica già ampiamente utilizzata e dimostrata valida in campo chirurgico, per via percutanea a cuore battente (cioè senza la necessità dell’intervento chirurgico e della circolazione extracorporea), sotto guida fluoroscopica mediante l’esecuzione di una sutura del setto interatriale con un filo in propilene in corrispondenza del difetto. —
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