Il Tirreno

Livorno

Successo per il libro inchiesta di Loiodice e Mondini

Simone Fulciniti

in tanti per “L’affare modigliani” ai bottini dell’olio 

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LIVORNO. ‘L’affare Modigliani. Trame, crimini, misteri all’ombra del pittore italiano più amato e pagato di sempre’. A poche settimane dall’inizio della grande mostra, il libro, che è già un caso di interesse nazionale, è stato presentato (in anteprima) nella sala riunioni della biblioteca labronica ai Bottini dell’olio.

Ci sono gli autori, ospiti di assoluto prestigio, e tanta gente. A moderare l’incontro il capocronista del Tirreno Alessandro Guarducci, che esordisce sottolineando l’aspetto fondamentale del testo: «E’ scritto benissimo».

La giornalista televisiva Dania Mondini e il criminologo Claudio Loiodice, hanno impiegato un anno e mezzo «consumando le suole delle scarpe», viaggiando in lungo e largo per l’Europa, leggendo libri, articoli, documenti in quantità industriale.

Incontrando persone, ripercorrendo i luoghi di Modì a Livorno e Parigi, trovando le chiavi per entrare nel blindassimo ‘porto franco’ di Ginevra, dove sono custoditi i preziosi archivi legali dell' artista. C’è anche l’assessore Simone Lenzi.

«Confrontarsi con Modigliani - afferma - , è confrontarsi con una ferita profonda della città. Quella patita nel 1984, che non considero burla, bensì una vera tragedia. Dobbiamo curarla, e il libro è importante contributo in questo senso». E annuncia un convegno internazionale. «Ci sarà a fine gennaio, sulla formazione di Modigliani: perché è importante analizzare la sua livornesità».

Il libro nasce in circostanze casuali.

«Nella vita ci sono cose che succedono e ti lasci trasportare dagli eventi - spiega Mondini - . Un corso di formazione per giornalisti, in cui si parlava di riciclaggio di opere d’arte. Correva la fine del 2017 e da pochi mesi era avvenuto il sequestro dei quadri alla mostra di Genova. In quella giornata di studio facemmo un focus sulla vicenda. Da qui , un paio di speciali in televisione, e la voglia di proseguire nell’incredibile indagine fu un passaggio naturale». Una vicenda raccontata in 8 scene del crimine. Cento anni, di interessi miliardari, dai quali la famiglia, gli eredi sono stati completamente esclusi. «Le opere d’arte - conclude Loiodice - servono per riciclare denaro. Anche false: basta che posseggano una certificazione tale da trarre in inganno i meno esperti; i più esperti invece chiudono gli occhi. C’è un humus di personaggi, che vogliono fare soldi. Hanno aderenze importanti, che tendono a proteggerli. Un clima che intimidisce. Il nostro libro racconta tutto. Ecco perché lo abbiamo dato in primis ai magistrati». Applausi anche per Carlo Pepi, e per il giornalista Maurizio Silvestri, che si occupò dalle pagine del Tirreno di alcune tra le vicende più calde. —

Simone Fulciniti



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