Il Tirreno

Livorno

largo duomo 

Ruba spumante, soldi e vini dalla caffetteria Piazza Grande

Stefano Taglione
I danni all'interno della cucina della caffetteria Piazza Grande
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I danni all'interno della cucina della caffetteria Piazza Grande

Livorno: ladro ripreso dalle telecamere del bar. Il direttore Enrico Bendinelli: «Aveva il volto coperto, ora voglio le saracinesche»

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LIVORNO. Ha rotto l’ingresso della cucina del locale scappando con il fondo cassa di 150 euro, quattro bottiglie di vino e un cellulare aziendale. Furto all’una e mezzo della notte fra martedì 22 e mercoledì 23 ottobre alla caffetteria Piazza Grande di largo Duomo, in pieno centro, dove un ladro con il cappuccio della felpa calato sul volto e una sciarpa è fuggito ripreso dalle telecamere di sorveglianza dell’attività commerciale, collegate alle guardie giurate.

«Mi hanno svegliato nel cuore della notte dalla sala operativa della Verisur di Roma, l’azienda con la quale ho il contratto di metronotte – racconta il direttore del bar, l’imprenditore livornese Enrico Bendinelli – e sono subito arrivato qui, visto che abito vicino. Ho rilevato l’attività da appena tre mesi, anche se la guidavo fino a quattro anni fa. In precedenza ho già subìto quattro o cinque colpi, ma da quando ho ricominciato per fortuna è il primo. Speriamo l’ultimo. È incredibile che vengano a rubare anche qui, nella piazza principale della città, a due passi dal municipio. Sono senza parole. Ma non ce l’ho con le forze dell’ordine, polizia e carabinieri, che fanno il massimo e hanno le mani legate quando cercano di prevenire certi reati, che poi noi addetti del settore sono odiosi».

Immediato – dopo la chiamata da parte delle guardie giurate – l’intervento degli equipaggi della Squadra volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, guidato dal commissario capo Claudio Cappelli, con gli agenti che hanno pattugliato il centro alla ricerca del malvivente, ammesso che fosse realmente uno come si vedrebbe dai filmati visionati dal proprietario della nota caffetteria cittadina. «Dalle telecamere se ne vede uno, chissà se poi fuori aveva qualche complice – prosegue Bendinelli – fatto sta che anche stavolta mi hanno rubato. Chiederò al proprietario di installarmi le saracinesche alle quattro vetrine, almeno i ladri non infrangono i vetri, che mi costano tantissimo, senz’altro più di quanto possono trovare nella cassa, che d’ora in poi lascerò sempre vuota».

Il ladro – oltre al cappuccio della felpa calato sul volto e a una sciarpa – indossava un paio di guanti neri per non lasciare impronte. Motivo per il quale non è neanche intervenuta la polizia scientifica. Fra le bottiglie di vino rubate due sono spumanti, altrettante quelle dell’Imperfetto di Bolgheri esposto sul bancone. «Mi sento abbandonato», conclude Bendinelli.

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