Gioco
I luoghi / Modigliani, Oscar Ghiglia e Natali nell’atelier del maestro Micheli a Villa Baciocchi
Gli aneddoti dello studioso d’arte Umberto Falchini. «Quando Fattori promosse la Stradina Toscana di Modì»
«Quando si parla di Modigliani, la parola maledetto deve essere assolutamente cancellata. La sua pittura ha una tridimensionalità particolarissima, quasi fosse una scultura. Deve essere riletto in uno modo più alto, senza se e senza ma, togliendo nel contempo tutta l’assurda retorica che gli è stata costruita d’intorno. Speriamo che in questa circostanza della mostra a nessuno venga in mente di tirarla fuori. L’arte non è mai maledetta, tantomeno gli artisti che la fanno». Umberto Falchini, scrittore e studioso di storia dell’arte, tende subito a mettere in chiaro il suo pensiero.
Un punto di partenza necessario, per affrontare il tema portante del quinto episodio dei “luoghi di Modì”: l’atelier di Guglielmo Micheli, di cui è rimasta solo una porticina verde d’ingresso in via Gamerra.
«Ad un certo punto - spiega Falchini-, anche a causa della malattia che lo perseguiterà per tutta la vita, il giovane Amedeo si accorge che gli piace disegnare: a casa lo fa spesso. E scopre che a Livorno c’è un pittore, un certo Micheli, uno dei primi allievi di Fattori, che ha aperto una scuola a Villa Baciocchi. Si iscrive e comincia a formarsi tecnicamente».
Il fatto che stupisce, e ce lo conferma anche la madre in una lettera, è che questo ragazzino disegna molto bene. «Micheli - sottolinea Falchini - è uno dei tanti pittori che si possono incontrare in quel periodo. Tipico esponente dell’ Ottocento, ha una mentalità piuttosto costruita, gli allievi lo seguono, vanno sul motivo del vero, e Modigliani scopre il suo senso del segno. Inoltre ama le opere di Fattori, e si fa acquistare dai genitori due incisioni all’acqua forte del grande maestro. Quando finalmente lo incontra, nel 1898, vive una delle più belle emozioni della vita. Ha capito la sua grandezza, la purezza del suo disegno».
Modigliani ha già una cultura meravigliosa, superiore a qualsivoglia coetaneo. «Questa è la chiave per capire il personaggio. Questo l’aspetto che lo differenzia da tutti gli altri: una cultura letteraria, poetica, filosofica, che fa un enorme effetto a tutti coloro che lo circondano. Renato Natali raccontava che questo ragazzo faceva volare in un’altra dimensione, e pur non essendo all’altezza, le persone restavano colpite dalla sua elevatissima sensibilità». I suoi disegni, come detto sono molto buoni, e quando Fattori, (che ogni tanto arriva da Firenze per buttare un occhio sui ragazzi) lo nota, lo spinge a tentare qualcosa di più. «Una delle sue prime opere, la famosa stradina toscana, viene inizialmente contestata dall’insegnante Guglielmo Micheli. Ed è lo stesso Fattori a far presente al Micheli, che quel dipinto era un’interpretazione, un qualcosa di differente, che evidentemente lui non aveva capito».
Fattori capisce i giovani, tutti quelli che ha aiuta diventano nel tempo grandi nomi, sa distinguere la qualità, fin dal primo sguardo. «Nella scuola tra gli altri ci sono Natali, Benvenuti, c’è Oscar Ghiglia che Amedeo definisce il migliore di tutti. Ma in seguito tra i due ci sarà una frattura».
Dedo sente che deve puntare a qualcosa di più, intuisce i limiti del maestro e dei compagni. E allora decide di partire alla scoperta del mondo. «Ha una mente unica: va prima a Firenze e poi a Venezia, comincia a scoprire artisti nuovi, che si stanno muovendo in altre direzioni e capisce che esiste ben altro oltre quello che ha visto fino a quel momento. E quando giunge per la prima volta a Parigi, porta con se un bagaglio culturale ed artistico enorme. Sa quel che vuole, studia gli artisti giusti, e non ne viene influenzato in un modo sbagliato. Intuisce immediatamente chi sono i più grandi: stima Picasso, Chagall, Brancusi. Si accorge di Soutine. Vede quello che gli altri non vedono, dote innata, che nessuno insegna».
Solo Renato Natali, giunto a Parigi insieme a Niccodemi, deciderà di andarlo a salutare. «E quando Amedeo sente la voce di Renato - conclude Falchini - , lo riconosce ed è tanto felice per la sorpresa. Incredulo del fatto che l’ex compagno di studi si sia ricordato di lui». —
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