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Turismo in forte crescita ma non porta ricchezza

Nicolò Cecioni
Turismo in forte crescita ma non porta ricchezza

Boom di presenze nel 2018 rispetto all’anno prima: +9,5 solo negli alberghi Stefano Romagnoli: «Ora attirare nuovi visitatori con le offerte vantaggiose»

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livorno. Il rapporto 2018 dell’Osservatorio turistico di destinazione ha confermato che il turismo a Livorno è forte ed è in aumento. Se sulla costa toscana l’anno scorso si è registrato un aumento delle presenze dello 0,02% rispetto al 2017, tra Livorno, Collesalvetti e Capraia siamo a più 6,5, con un più 9,5 di arrivi nelle strutture alberghiere. Si parla di 401mila presenze in un anno. Il problema, però, è che quest’enorme capitale non verrebbe sfruttato a dovere. L’impatto sul Pil cittadino del turismo, infatti, è solo del 5%.

«Quello del Pil – ha spiegato Stefano Romagnoli, responsabile del settore legislazione e statistica delle attività produttive della Toscana, che ha presentato i numeri della nostra città – è un dato che si riferisce al 2015 ed è il più recente che abbiamo a disposizione. Ma è comunque molto significativo. Il turismo, infatti, pur essendo un fattore importante, qui non è certo l’attività economica principale. Per crescere, servono investimenti sulla ricettività, inoltre pubblico e privato devono dialogare di più per far sì che gli sforzi del pubblico per attirare i visitatori, vengano sfruttati dai privati con offerte vantaggiose. Non ho ancora visto nessun albergatore, per esempio, che si è fatto avanti con offerte e sconti per chi arriverà a Livorno per la mostra su Amedeo Modigliani».

Il bicchiere è comunque mezzo pieno e Romagnoli si è voluto soffermare sulle cose che vanno bene per spronare enti turistici, amministrazioni e privati a fare ancora meglio nell’ottica del così detto Ambito Turistico di Livorno. «Osservando le statistiche delle zone costiere, si vede subito che l'ambito turistico livornese è in crescita. Forse anche perché parte da più indietro rispetto ad altre località, ma siamo passati dai 361mila visitatori del 2015 ai 401mila del 2018, con Livorno che ha contati oltre 347mila, 20mila in più di quattro anni fa».

Bene anche Collesalvetti che, puntando sul fascino collinare, sui prodotti tipici e sull'accoglienza low cost ha superato le 31mila visite in un anno, mentre Capraia nel 2018 ha toccato quota 22mila 109. Particolarmente significativa è anche la presenza straniera che l’anno scorso nelle tre zone che costituiscono l'ambito turistico livornese ha toccato le 171mila unità, con un netto più 22 per cento rispetto al 2017. «Livorno – ha chiuso Romagnoli –è in calo dal punto di vista degli addetti al turismo, visto che si è passati dai 3015 del 2007 ai 267 del 2016, ma questo è un trend regionale che dev'essere analizzato su ampia scala. Però da una città che sulla costa è al secondo posto per densità abitativa, con i suoi 757 abitanti per chilometro quadrato di superficie, ci si potrebbe aspettare di più».

Eppure di cose ne avremmo – e ne abbiamo – tante, visto che, per esempio, l’ambito livornese è tra i primi sulla costa toscana per numero di musei, per parchi naturali e per suolo non consumato nei primi 300 metri dalla costa. «Sono numeri importanti – ha chiosato l’assessore al turismo, Rocco Garufo – che ci fanno capire che abbiamo grandi potenzialità. Deve finire, però, il tempo del “si potrebbe fare” e iniziare il periodo del “dobbiamo farlo”. Aver creato l’ambito turistico è il primo passo per iniziare a lavorare in grande. Presto organizzeremo una consulta insieme a tutti gli operatori e metteremo insieme un osservatorio turistico di destinazione in modo da monitorare tutti i flussi e capire dove intervenire». —

Nicolò Cecioni

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