Gioco
Si sente male la madre della 19enne fiori bianchi lasciati davanti al locale
In lacrime il padre distrutto dal dolore: «Ho appena perso una figlia, non c’è più niente di cui abbia bisogno»
sovigliana. Gli abiti scuri, un cappuccio in testa. Barbara Bernardoni, 49 anni, si è seduta su una sedia, lo sguardo fisso verso l’entrata del locale. Quella discoteca dove la figlia, Erika Lucchesi, 19 anni, livornese, era entrata per trascorrere una serata di divertimento con gli amici, nella notte tra venerdì sera e ieri. E da cui non è più uscita viva.
La famiglia della ragazza labronica è arrivata lì da Livorno, non appena ha ricevuto la terribile notizia. Il viso è ridotto a una maschera di dolore, le lacrime che scendono senza sosta. La madre della ragazza non ha resistito e ieri mattina, verso le 7, ha avuto un malore. I sanitari si sono presi cura di lei che, per nessuna ragione, ha voluto allontanarsi dal luogo dove la giovane figlia, Erika, ha perso la vita, spezzata – pare – dall’ecstasy, temuta nemica delle notti brave.
La mamma di Erika Lucchesi ha chiesto che le fosse data una sedia e lì si è seduta, mentre altri familiari cercavano di consolarla, invano. C’era anche il padre di Erika, Daniele, seduto in macchina, la testa riversa sul volante dell’auto. Anche lui piange, qualcuno si avvicina e chiede se abbia bisogno di qualcosa, magari un bicchiere d’acqua. «Ho appena perso una figlia – dice, disperato – non c’è più niente di cui abbia bisogno».
Poco distante il sindaco di Vinci, Giuseppe Torchia.
«Appena ho saputo sono arrivato qui – spiega – È una situazione tragica. Fa male vedere una famiglia distrutta per la perdita di una figlia».
«Proprio nella tragica notte – prosegue Torchia – all’esterno del locale, nella serata del re-opening party del Jaiss, è stato eseguito un controllo da parte delle forze dell’ordine a cui ha partecipato anche la nostra polizia municipale. C’è poco da dire sulla morte di una ragazza di 19 anni. Si parla di ecstasy: se fosse così non possiamo che augurarci che i responsabili che hanno venduto la droga siano individuati al più presto».
Quella di sabato sera doveva essere il grande ritorno della discoteca Jaiss al Mind Club di Sovigliana, ma si è trasformata in tragedia. Le luci all’interno del locale ora sono spente, un gruppo di curiosi si è radunato lì intorno. La salma di Erika viene portata fuori dal club, un altro colpo al cuore per la madre della giovane. I carabinieri appongono i sigilli all’entrata principale, la gente lentamente se ne va. Anche i genitori della 19enne morta si allontanano in macchina.
Arriva una donna, ha in mano una piccola pianta con dei fiorellini bianchi. La lascia davanti alla porta della discoteca. «Non la conoscevo, ma so che aveva solo 19 anni. Che peccato», dice, mentre si allontana. –
Martina Trivigno
Daniele Dei
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