Il Tirreno

Livorno

Rifiuti, Salvetti insiste: «Aamps, il concordato non ha risanato i conti»

Rifiuti, Salvetti insiste: «Aamps, il concordato non ha risanato i conti»

Livorno, il sindaco replica a Sorgente e attacca la gestione M5s: «Piano industriale fantasioso, ne faremo uno nuovo»

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LIVORNO. Non si placano le polemiche tra nuova e vecchia amministrazione sui conti di Aamps, la società pubblica in concordato. Dopo l’allarme del sindaco Luca Salvetti sulla mancanza di quasi cinque milioni di euro sugli utili e la replica dell’ex vice sindaca Stella Sorgenti «i dati sono chiari, ma vanno saputi leggere», è ancora l’attuale primo cittadino ad attaccare. «Sappiamo – dice – di aver toccato il punto sensibile del Movimento 5 stelle, quel punto che, non si sa come, erano riusciti a far passare come un’operazione qualificante dei loro 5 anni di governo. Il concordato Aamps purtroppo per tutti noi non ha risanato l’azienda, come dimostrano i numeri che abbiamo presentato. Vorrei precisare che quei numeri e quella situazione non li ha tirati fuori Salvetti, ma sono stati presentati in assemblea dall’azienda, davanti al commissario giudiziale (quello che sta seguendo il concordato voluto dal Movimento) e ai sindaci revisori, quelli chiamati e messi a controllare i conti dallo stesso Nogarin, che hanno preso atto del quadro».

Salvetti si rivolge all’attuale consigliera comunale M5s. «A me dispiace – va avanti – che in questa fase Stella Sorgente sia chiamata a difendere questa operazione, io non l’ho mai citata; alla conferenza stampa dei 5 stelle avrebbero dovuto esserci l’ex sindaco Nogarin, l’ex amministratore unico Castelnuovo e l’ex direttora Petrone. Loro avrebbero dovuto spiegare il motivi di un Piano industriale fantasioso, con 5 progetti non realizzati e gli altri due avviati con numeri previsionali completamente sballati a cominciare dal costo del Porta a Porta, che è stato “sbucciato” di 1,2 milioni di euro. Loro avrebbero dovuto spiegare i 5 milioni di utile sfumati nel niente. Gli accantonamenti per la chiusura dell’inceneritore (la somma complessiva sarà raggiunta nel 2023, e non nel 2021), sarebbero stati in ogni caso necessari al rinnovo della scadenza autorizzativa, e rappresentano una spesa fisiologica per un’azienda che possiede un impianto vicino alla scadenza. È stato un errore non inserirli nel Piano Industriale, e non spiegano né giustificano la sua non redditività».

Salvetti si rivolge ai Cinque Stelle. «I vertici attuali del movimento fanno bene a provare a uscire dal vicolo cieco in cui sono stati messi da altri. Non possono però distrarre i cittadini dalla realtà che è venuta fuori dalla semestrale gennaio-giugno 2019 gestita da Nogarin–Castelnuovo-Petrone, una realtà che, come viene scritto nei verbali delle loro riunioni, era ben chiara già a fine 2018; tanto da allarmare il commissario Serini e i dirigenti comunali che dovevano gestire il bilancio; tanto che la prima seduta dell’assemblea fu rinviata su richiesta dell’assessora al bilancio Montanelli, mentre alla seduta successiva l’ex sindaco addusse improbabili giustificazioni agli utili non fatti, con la ridicola frase “è colpa dei cinesi”, che non comprano i nostri rifiuti. Il concordato, in poche parole, non si basa su un piano industriale capace di generare utili, ma solo sul fatto che i livornesi hanno pagato i crediti Tia (le vecchie Tari non pagate dai cittadini quando era Aamps a dover riscuotere la tariffa) non riscossi. La società, oggi, costa come prima del concordato. Questo ci dimostra che il cosiddetto “buco” di Aamps era principalmente dovuto al problema dei crediti inesigibili e che il concordato è servito solo all’Amministrazione precedente ad alzare il livello dello scontro. Una rinegoziazione del debito avrebbe ottenuto gli stessi risultati, senza causare tante tensioni, e facendo risparmiare al comune spese procedurali e di consulenza».

Inoltre definisce «infondata» a teoria secondo la quale gli utili sarebbero stati anticipati negli anni precedenti tanto da mangiarsi quelli attuali. «Nel 2017 – spiega – a fronte di utili attesi per 300 mila euro circa, è vero che quelli a bilancio sono di oltre 8 milioni di euro ma i Cinque Stelle si dimenticano di dire che quegli utili derivano dallo stralcio dei crediti del concordato e non dalla gestione ordinaria, che, lo ribadiamo, è il principale tema da affrontare. Già nel 2018 poi, a fronte di 3 milioni attesi se ne registrano la metà nel bilancio. A dimostrazione di tutto ciò c’è il fatto che la cassa prodotta è servita, per fortuna, agli accantonamenti per soddisfare i creditori, ma sono mancate le risorse per gli investimenti e per abbattere i costi di ordinaria gestione. Costi a carico di tutti i cittadini e che i Cinque Stelle negli atti da loro approvati a fine anno avevano già previsto di aumentare».

Infine il sindaco guarda al futuro. «Tutto questo per specificare la situazione al 30 giugno e chiudere con il passato. Ora noi vogliamo guardare oltre, superare il concordato e rilanciare l’azienda con un nuovo piano industriale che alleggerisca il peso sui cittadini e riesca a migliorare il servizio».

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