Gioco
La rabbia di Salviano «Chiediamo i dossi da quasi vent’anni il Comune li metta»
Livorno, Daniela Contessi preferisce attraversare 200 metri più in là. Numerose le lettere e le petizioni: «Basta, abbiamo paura»
LIVORNO. «Ma lo sa che se devo andare dai miei vicini di casa, dall’altra parte della strada, io preferisco attraversare sulle strisce pedonali lontane 200 metri. No, qui non si può passare. È pericolosissimo. Ti affacci, vedi che non arrivano auto. Poi mentre sei in mezzo sbuca una macchina da sotto il cavalcavia e ti investe. Ci tengo alla vita. Per questo da vent’anni chiediamo al Comune che posizioni dei dossi. Rallentare salva le vite».
È arrabbiata e spaventata la musicista ravennate Daniela Contessi, che vive proprio accanto a quelle maledette strisce pedonali. Siamo in via di Salviano, sotto il ponte della Variante. Che fra l’altro è il problema minore del quartiere, visto che le barriere antirumore fanno più o meno il loro dovere. I disagi sono sotto. Sul manto stradale martoriato anche dalle buche (in una delle quali, ieri, c’era pure un enorme topo morto). Il marito dell’artista, Daniele Fredianelli, mostra la lettera inviata all’allora amministrazione municipale. È datata 2 settembre 2004. «A Porta a Terra ci sono sempre più attività commerciali e il traffico è aumentato – scrive – quindi noi viviamo disagi quotidiani. I limiti di velocità vengono infranti e attraversare la strada diventa ogni volta un rischio. Per questo chiediamo che vengano installati dei dossi artificiali in prossimità delle vie principali che si immettono in via di Salviano (via Haiphong, via Boccherini, via Lulli e via Cimarosa) dato anche l’alto numero di incidenti agli incroci e causati da una velocità eccessiva per un centro abitato».
Da allora non è cambiato praticamente nulla. E 15 anni dopo, venerdì pomeriggio, una donna di 81 anni (Iliana Alberi) è stata travolta e sbalzata per circa dieci metri dalle strisce pedonali da una Fiat Panda nera guidata da un giovane. Subito dopo l’incidente fra gli abitanti e gli occupanti dell’utilitaria si sono registrati anche dei momenti di tensione. Come testimoniano gli stessi residenti. «Sì, è così – continua Contessi – ma alla fine non è successo niente. Una reazione dettata dall’esasperazione di non essere mai stati ascoltati».
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«Da anni chiediamo i dossi e dissuasori – prosegue Cristina Maffei, che fino agli anni Novanta ha portato l’omonimo panificio-alimentari di famiglia, proprio vicino a dove è successo l’incidente – ma ci hanno mai accontentato. Non possiamo rischiare di morire attraversando la strada». «Anche perché nessuno si ferma – le fa eco sua sorella, Giovanna Maffei – Io vado piano e ogni volta che vado dall’altra parte della via di Salviano ho paura». «Per non parlare dei Tir che vanno veloce e fanno tremare le nostre case», aggiunge un’altra residente, Eva Gini.
La rabbia prosegue in tutti i portoni. «Le strade sono un disastro – si sfoga Mara Giusti – poi ci si mettono anche gli automobilisti, che hanno furia e vanno veloce. Servono i dossi». Secondo quanto spiegato da Daniele Fredianelli, «i dissuasori non sono mai stati posizionati a causa del frequente passaggio delle ambulanze, ma è un controsenso». «Anche perché – conclude un suo vicino di casa, Roberto Marabotti – qua vicino invece ci sono. E quindi? Cosa vuol dire? Se venisse aperto il nuovo ponte che devono costruire qua vicino si potrebbe quantomeno mettere la via di Salviano a senso unico da via Cimarosa a qua, lasciando solo una corsia preferenziale per gli autobus e spostando i parcheggi dal lato dei cancelli a quelli dei nostri portoni, almeno non danno noia. Sarebbero azioni di buon senso. Non chiediamo altro, solo buon senso». —
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