Il Tirreno

Livorno

nei weekend 

In caso di emergenza c’è il pronto intervento sociale: come funziona

Nicolò Cecioni

Il nuovo servizio è attivo dal venerdì alle 14 al lunedì In campo Caritas, Svs, Humanitas, Arnera e Il Simbolo

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È partito a inizio ottobre il pronto intervento sociale, un servizio per risolvere le situazioni di emergenza socio-assistenziale della città anche durante il week end. Si tratta di un servizio di reperibilità organizzata che si integra a quelli già attivi dal lunedì al venerdì. «Siamo in un riuscito caso di continuità amministrativa – spiega l'assessore Andrea Raspanti – perché questo progetto è stato ideato dalla precedente amministrazione, ma è stato messo in pratica e organizzato nei dettagli dalla nuova giunta. Grazie a una Ati, associazione temporanea d'impresa costituita da Svs, Caritas e dalle cooperative Humanitas, Arnera e Il Simbolo, offriamo a chi ne ha bisogno un pronto intervento a protezione delle situazioni a rischio durante il fine settimana, dalle 14 del venerdì alle 8 del lunedì».

Sono, in soldoni, i casi che fino al venerdì verrebbero gestiti e presi in carico dai servizi sociali. «Quando gli uffici sono chiusi – continua – e si verificano situazioni legate a povertà, degrado e di problemi sociali urgenti, i cittadini si rivolgono al pronto soccorso o alle forze dell'ordine. Ma in entrambi i casi, vanno a ingolfare i due servizi con problematiche che spesso non hanno niente a che vedere con la salute o la sicurezza. Per questo è stato necessario organizzare questo nuovo servizio specifico».

Il pronto intervento sociale è un servizio di secondo livello, nel senso che non viene attivato dai cittadini, ma dagli organi preposti.

«I cittadini dovranno comunque chiamare i vari numeri verdi di polizia, carabinieri, pronto soccorso e tutti gli altri, ma al centralino avranno questa possibilità in più. Nei casi in cui non servirà né l'intervento medico, né quello delle forze dell'ordine, entreranno in gioco Svs, Caritas o le cooperative convenzionate che andranno a risolvere il problema. Lo scopo di questo progetto è quello di tamponare l'emergenza, intervenendo il prima possibile e cercando di capire di cosa ha bisogno il cittadino. Poi, il lunedì alle 8, quando termina il servizio del week end, l'utente verrà condotto ai servizi sociali che lo prenderanno in carico e se ne occuperanno secondo i loro parametri».

Il servizio, come detto, ha avuto due fine settimana di rodaggio e se sabato 5 e domenica 6 non è stata ricevuta neanche una chiamata, il 12 e 13 ottobre è arrivata la prima segnalazione.

«Siamo stati contattati – continua Paola Carletti responsabile dell’ufficio comunale Marginalità e Famiglia – per un caso di una persona che era rimasta in strada e non poteva tornare a casa. Chiaramente l'ospedale non era il posto giusto, ma è normale che venga percepito come il primo presidio per chi cerca aiuto. Bene, questa persona è stata presa in carico dal pronto intervento sociale e il lunedì è stata assegnata ai servizi sociali che già la conoscevano».

E ancora: «Per contrastare la povertà - aggiune suor Raffaella Spiezio della Caritas - bisogna far rete e intervenire tutti insieme. Il pronto intervento sociale ci consente di farlo, andando a intervenire con precisione e con gli strumenti giusti nei casi specifici, senza disperdere energie e ingolfare gli altri servizi». Molto soddisfatti anche Michela Spiga in rappresentanza di Svs e Humanitas e Daniele Bavone, della cooperativa Il Simbolo. —



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