Gioco
Crociere: in arrivo un 2020 da record, ma La Spezia ormai ci minaccia da vicino
Livorno, il dossier di Risposte Turismo: dopo anni Livorno torna a “vedere” di nuovo il traguardo del milione di vacanzieri delle love boat
LIVORNO. In attesa che finalmente si veda spuntare qualche “foglia” dall’“albero” del nuovo porto passeggeri post-privatizzazione, a dar retta alle previsioni messe nero su bianco in occasione dell'Italian Cruise Day, conclave made in Italy per il settore crociere, il 2020 si annuncia per Livorno come un'annata da incorniciare: si stima che arriveranno 923mila turisti. In soldoni: oltre il 10% in più rispetto alla preventivabile stima di chiusura di quest’anno.
Non è il record, sia chiaro: restiamo ancora ben lontani da quel giorno del dicembre 2012 in cui Roberto Piccini, presidente della società allora controllata dall’Authority, consegnò il premio del “milionesimo passeggero” a una coppia newyorkese a bordo della “Celebrity Silhouette”, flotta Royal Caribbean. Sono passati meno di sette anni ma quella foto sembra preistoria. Proprio la crescita boom di quella fase portò alla batosta degli anni seguenti: troppe navi in arrivo per riuscire a smaltirle tutte senza intoppi, tant’è che la banchina più utilizzata era al di fuori del porto passeggeri (l’Alto Fondale preso in “prestito”). Risultato: dopo che 4 o 5 navi in arrivo ebbero problemi di accesso per sovraffollamento, le compagnie pensarono bene di far capire ai livornesi che non esisteva più la rendita di posizione come unica porta di accesso alla Toscana, allora una delle cinque destinazioni a più alta redditività in tutto il Mediterraneo. La conseguenza è la nascita del porto crociere di La Spezia: qualcosa di simile a quel che accade tanti anni prima con i container.
Non è il record ma, dopo il tracollo che subito dopo il record costò al porto di Livorno la perdita di quasi il 40% del traffico di love boat, non era più capitato di tornare a “vedere” di nuovo come quasi a portata di mano il traguardo del milione di turisti, e se mettiamo nel conto anche gli altri porti dell’Authority guidata da Stefano Corsini il milione di croceristi è ancor più vicino.
Se confermato alla prova dei fatti, sarebbe la prima volta che accade negli ultimi anni. Vale la pena di ricordare che solo un simile standard di affollamento rende ragionevole l’allargamento degli spazi del porto passeggeri fino a includere l’Alto Fondale (e a prevedere il trasloco del terminal rinfuse Tco) sacrificando aree in cui ancora oggi ha uno zampino il porto merci perché la doppia operazione di spostamento dei terminal di cellulosa e di rinfuse non è ancora realtà, dunque l’utilizzo merci-passeggeri è ancora misto.
Lo ribadisce anche il dossier di Francesco Di Cesare (Risposte Turismo): in tutta Italia Livorno è, insieme a Civitavecchia, il porto che assegna più banchine (nove) alle crociere ed è davanti a tutti gli altri per numero di banchine potenzialmente dedicabili alle crociere (tredici). Anche se, bisognerebbe aggiungere, Civitavecchia fa quasi il triplo dei passeggeri di navi da crociera rispetto a Livorno, che è al quinto posto (superato anche da Venezia, Napoli e Genova). Ma proprio questi quattro porti leader, tutti ben sopra il milione di turisti, sembrano segnare un po’ il passo nelle previsioni dell’istituto di ricerca: crescita quasi zero. Livorno è il primo dei porti-chiave a far segnare una previsione di sprint così rilevante (più 10,1%).
Ma c’è un “ma”. L’Alto Tirreno è il quadrante geo-economico più forte nelle cifre dei flussi di croceristi previsti per il prossimo anno: però per quanto il gigante Genova non cresca granché (più 2,2%), subito alle spalle di Livorno promettono exploit ancor più brillanti sia Savona (più 20%) che La Spezia (più 38,5%), entrambi a quota 900mila turisti. Anzi, se a Livorno l'incremento è contrappesato dal calo del numero di toccate di nave (giù dell’1,6%) mentre a La Spezia si segnala per il 2020 l'arrivo del 41,5% di love boat in più. Tradotto: per Livorno si annuncia una crescita in doppia cifra ma La Spezia fa l'impossibile per strapparle il ruolo di punto di riferimento per visitare la Toscana, magari offrendo un ventaglio di destinazioni pressoché inedite in Emilia. —
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