Gioco
Fortezza, uno sguardo al futuro Cambiata la destinazione d’uso
Da verde a pubblici servizi permettendo alla struttura di sviluppare proposte «Nessun progetto già pronto, ma una pagina bianca da scrivere insieme»
LIVORNO. La Fortezza Nuova cambia destinazione d’uso: da verde pubblico a servizi, in virtù della delibera di giunta dell’altro ieri in Consiglio Comunale. Quindici i voti favorevoli, 6 contrari, 7 astenuti. Bocciata invece per il momento l’immediata esecuzione, con 16 espressioni favorevoli, 6 contrarie e 6 astensioni. Serviva un voto in più che è mancato con gli assenti consiglieri del Pd. Se ne riparlerà al prossimo appuntamento nella sede istituzionale.
Cosa cambia insomma rispetto a prima? Il Tirreno lo aveva già anticipato nell’edizione di mercoledì e l’assessora all’urbanistica Silvia Viviani, lo ha precisato prendendo la parola, rispondendo così a quei consiglieri che hanno apertamente nutrito dubbi come Lega e FdI “bello recuperare la Fortezza ma non votiamo si, fino a che non ci dite cosa ci volete fare” o chi teme conseguenze impattanti e magari la riduzione del verde pubblico ed un uso non collettivo della struttura, come Bruciati e Barale di BL e Aurora Trotta di PaP.
L’intenzione manifestata però è quella di dare ai livornesi l’opportunità di vivere finalmente questo splendido monumento di proprietà del Demanio ed in concessione al Comune, andando ad incidere sull’articolo 37 del regolamento urbanistico comunale che consente di attribuire più funzioni ai patrimoni pubblici. Tuttavia, ora il primo passo dopo la delibera è quello di mettersi al tavolo col Demanio. Solo dopo si potrà pensare alla messa a sistema e riqualificazione della Fortezza Nuova con tutto quanto possa dare massima garanzia. Di fare magari quello che con bellezze simili hanno fatto da altre parti. Certo, non negozi, non alberghi, non ristorazione. Viviani, durante il suo discorso ha detto anche. «Siamo fermi su argomenti di tipo strutturale che però io non posso affrontare in questa sede. Se sindaco, giunta e consiglieri vogliono, credo sia giunto momento di cominciare un confronto per lavorare sull’idea di città. Se ampliamo le destinazioni pubbliche abbiamo un recinto entro il quale sviluppare proposte. Il verde pubblico resta un affare centrale della Fortezza. Ma non si dimentichi che esiste anche un costruito, una architettura che non può essere equiparata a verde pubblico in base alle norme vigenti». Per Piero Tomei e Paolo Fenzi (Pd) «Si parla di ampliamento per fruire di un monumento seguendo la specifica normativa sulla conservazione. Dobbiamo ripensare una città in cui i luoghi di tutti si valorizzano. Come? Vedremo. Non ci sono progetti, ce ne fosse stato uno sarebbe stato attaccato con la scusa che volevamo fare varianti per fare una cosa ormai già preparata. Partiamo invece dal vedere se possiamo farci qualcosa e se si, dare alla Fortezza un futuro. Cosa sarà possibile, lo indicherà anche l’ente proprietario, il Demanio».
Andrea Romiti, non ha scartato l’idea di una Fortezza da recuperare «Era nel mio come nel vostro programma. Ma prima di votare voglio sapere a quale utilizzo si pensa. La cambiale in bianco non ve la firmo. E allora mi pronuncerò negativamente». Chi ha cambiato idea durante la seduta, è stato Marco Talini: «Ero partito con tanta incertezza, non avevo compreso bene, la discussione mi ha però fatto capire. Esauriente soprattutto l’assessora. Non c’è il privato che dà indicazioni alla giunta e al Comune ma privati che seguiranno alla lettera le normative. Per questo, voterò a favore». —
Flavio Lombardi
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