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Pd, Lega e Fdi danno il via al controllo di vicinato

Flavio Lombardi
Pd, Lega e Fdi danno il via al controllo di vicinato

Sulla sicurezza in Coteto si crea una maggioranza anomala. Sì di Salvetti, che però si dice d’accordo con Bruciati (che è contrario)

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LIVORNO. Il controllo di vicinato, anzi il protocollo di vicinato, è stato approvato ieri mattina dal Consiglio comunale, anche sull’emotività dei 1511 furti nel 2018 che contribuiscono a piazzare Livorno all’8° posto delle province meno sicure.

Come anticipato ieri dal Tirreno, è passata la versione del Pd, proposta dal consigliere Nasca, che l’aula ha ritenuto più articolata rispetto a quella di Romiti (Fdi).

La mozione è stata approvata con 22 voti favorevoli, 2 contrari e 2 astenuti, e ha raccolto l’appoggio anche dei consiglieri del centrodestra che compatto ha ritenuto la proposta di Nasca un ampliamento di quella di Romiti e ha votato sì (dopo aver visto respinta la propria).

Sul tema sicurezza insomma si è creata una maggioranza insolita, con Pd, Fdi, Lega che hanno votato insieme, mentre Bl e Potere al Popolo hanno motivato il no in virtù di una visione diversa sulla sicurezza legata alla figura di un referente «per il quale si rischia un potere quasi da sceriffo». «Piuttosto - è stato detto da Marco Bruciati - servono presidi, punti di riferimento e di informazione, luoghi insomma di aggregazione».

Su questa linea, annunciando l’astensione, si è posto anche il consigliere di maggioranza Marco Talini di Futuro. Mentre Stella Sorgente (M5s) aveva proposto 100mila euro annui da stanziare per iniziative sui quartieri in criticità sulla sicurezza.

Il sindaco Salvetti, rammentando il proprio ruolo di primo cittadino con il compito di mediare tra idee personali e quelle della realtà da gestire, si è detto «d’accordo con la visione di Marco Bruciati e ne sono profondamente convinto - ha sottolineato -. La sicurezza non è di destra o di sinistra, ci sono piuttosto modi diversi di intendere il problema. Anche a me piacciono poco le telecamere come a Talini, non mi piace una città da grande fratello. Ma la situazione di Coteto per il momento non si può risolvere diversamente nel quadro di un quartiere che prima era tranquillo e ora no e in cui le forze dell’ordine non possono garantire un presidio h24 sul territorio per mancanza di mezzi e uomini. Di fronte a ciò, è giusto adottare una misura che pensi un po’ a tutto. Al controllo, alla vigilanza, ma che miri allo stesso tempo a recuperare situazioni aggregative all’interno di una comunità, grazie ai presidi di quartiere . Per questo, dico viva la “Nasca”». —
Flavio Lombardi



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