Gioco
Il Pd boccia l’ipotesi Scopaia: «Avanti col piano di Nogarin»
Dopo la proposta di Articolo 1 di abbandonare viale Alfieri gli ex consiglieri M5s ai residenti: «Ribellatevi alla cementificazione»
LIVORNO. Dopo la notizia pubblicata dal Tirreno sulla proposta fatta al sindaco da un pezzo della maggioranza (Articolo 1) di delocalizzare il nuovo ospedale da viale Alfieri all’area tra la Scopaia e villa Corridi, arriva il no secco da parte del principale partito che sostiene Salvetti, il Pd. «Non ci sono le ragioni per aprire una nuova discussione sulla localizzazione del nuovo ospedale», affermano in una nota il segretario e il vice segretaio dei democratici Federico Mirabelli e Adriano Tramonti, confermando la posizione del capogruppo Paolo Fenzi che avevamo riportato sul giornale di martedì. «Come Partito Democratico facciamo riferimento alle linee di mandato, che abbiamo approvato di recente in Consiglio Comunale, nelle quali abbiamo riaffermato la necessità di un nuovo ospedale all'altezza dei bisogni del territorio e che il punto di partenza per raggiungere l'obiettivo è l'accordo di programma tra Comune, Asl Nord-Ovest e Regione Toscana nei primi mesi del 2019 - scrivono Mirabelli e Tramonti -. Linee di programma che sosteniamo con maggiore forza dopo la delibera della Giunta Regionale, che stanzia 245 milioni di euro per la realizzazione del nuovo ospedale. Questo per noi, a oggi, è l'unico percorso concreto per dare una risposta che la città attende da anni e sul quale vogliamo aprire una campagna di ascolto per costruire un modello di salute per la nostra realtà».
Secondo il Pd (e anche secondo il sindaco, che come si può leggere a fianco, ha chiuso il discorso in consiglio comunale), insomma si va avanti senza se e senza ma sul progetto di viale Alfieri bis, in linea con il solco tracciato dall’amministrazione di Filippo Nogarin.
La notizia dell’ipotesi Scopaia aveva scatenato sui social gli ex esponenti della maggioranza grillina, con un post durissimo dell’ex consigliere comunale M5s, Edoardo Marchetti, a cui hanno fatto eco i suoi ex colleghi Alessio Batini e Daniele Galli: «Non passano nemmeno sei mesi dal ritorno del Pd al governo della città che subito riparte la volontà di cementificare terreni verdi e agricoli», l’accusa di Marchetti che ha chiamato alle “armi” i residenti di Leccia e Scopaia. «Rimboccarsi le maniche subito per bloccare questo scellerato progetto come quando riuscimmo ad evitare la cementificazione del campone di via Olanda non facendo costruire il Distretto Sanitario nel quartiere». —
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