Il Tirreno

Livorno

Il Palio Marinaro in lutto per la scomparsa di Valter Cioni

Nicolò Cecioni
Il Palio Marinaro in lutto per la scomparsa di Valter Cioni

Geometra del Genio Civile, aveva 95 anni,  ha lavorato alla ricostruzione della città. Il figlio e il fratello sono stati una leggenda con gli Scarronzoni

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Si è svegliata un po’ più triste e sola mercoledì 16 ottobre la città. Dopo quasi 95 anni intensi e ricchi di passioni, ci ha lasciato Valter Cioni, ex geometra del Genio civile e pontinese doc, legato da sempre a doppio filo al mondo delle gare remiere. Figlio di Raffaello Cioni, che dette vita alla leggenda degli Scarronzoni e della moglie Editta, storica titolare dell’omonimo bar sugli scali delle Cantine, Valter ha contribuito attivamente alla rinascita della città dopo i bombardamenti della guerra. Sfollato a Buti per sfuggire ai tedeschi, finì gli studi a Lucca, diplomandosi all’istituto geometri.

Dopo la maturità, però, le truppe naziste lo presero e lo portarono a Bergamo, per essere trasferito in un campo di concentramento in Germania. Ma grazie all’aiuto di un prete, riuscì a scappare e a tornare nella sua Livorno, che nel frattempo era stata liberata dai partigiani. E qui, con un diploma in mano, si costruì una seconda vita come geometra del Genio civile. «Valter – spiega Sergio Cioni, il fratello – è stato un uomo che ha dato tantissimo a questa città sotto molti aspetti. Ed è stato un punto di riferimento per tutti quelli che lo hanno conosciuto. Nel dopoguerra c’era una città da ricostruire e lui realizzò diversi progetti per strade, ponti e chiese che erano stati distrutti dalle bombe. Il ponte sugli scali del Pontino, per esempio, lo realizzò lui così come la chiesa di Corea e quella della Nostra Signora del Rosario a Fabbricotti».

E proprio al Rosario, Valter Cioni si è sposato. «La famiglia è sempre stata importante per lui e così decise di sposarsi con Marisa, una dottoressa che gli è stata accanto fino a qualche anno fa. Con lei ha avuto due figli, Raffaello, che è il direttore del porto di Savona, e Silvia, maestra alle scuole Benci». Il figlio Raffaello ha preso il nome dal nonno. «Mio padre – continua Sergio – è stato uno di quelli che ha dato vita al mito degli Scarronzoni. Iniziò sull’equipaggio a 4 e si tolse diverse soddisfazioni anche a livello europeo. Poi la Nazionale decise di far nascere anche il famoso “Otto” e dunque mio padre, che nel frattempo era andato in su con l’età, si adoperò per cercare nuovi canottieri più giovani e promettenti. Tra quelli che vennero scelti c’era anche Vittorio Cioni, suo fratello e mio zio».

E lì iniziò la leggenda. Vittorio Cioni, infatti, è uno di quegli otto immortali che osarono sfidare gli Stati Uniti alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1932  «Arrivarono al secondo posto, battuti di pochissimo, ma per tutti i livornesi è come se avessero vinto» continua Sergio. Con un padre e un fratello così, per Valter è stato naturale avvicinarsi al mondo remiero. «Non ha mai vogato – continua il fratello – perché da giovane giocava a calcio, nella storica “Scintilla” di Ponsacco. Poi fece anche ginnastica artistica. Da adulto, però, entrò nel mondo del Palio marinaro, diventando un punto di riferimento della cantina del Pontino. Noi abbiamo sempre abitato in quel quartiere, con nostra madre che gestiva il famoso bar sugli scali delle Cantine. Tutti i vogatori venivano da noi a bere il caffè dopo gli allenamenti, perciò i colori giallo e rosso li abbiamo nel sangue».

Come dirigente Valter Cioni ha contributo in modo attivo ai tanti successi del Leone Alato degli anni ottanta. «Tifava per il Pontino e viveva ogni gara con grande passione. Per lui il Palio durava tutto l’anno e ogni giorno scendeva in cantina per controllare i suoi vogatori. Poi decise di entrare nel comitato organizzatore delle gare remiere e dette una svolta epocale a quel mondo. Prima, infatti, il Palio marinaro aveva un solo giro di boa. I gozzi partivano, facevano mille metri e tornavano indietro compiendo una sola virata. Grazie alla sua intuizione, adesso il rettilineo è di 500 metri e li giri di boa sono 3. Così la gara è più affascinante e spettacolare e tutto il percorso è visibile dalla Terrazza Mascagni». Per ricordare Valter Cioni, che il prossimo 24 ottobre avrebbe compiuto 95 anni, ieri mattina il consiglio comunale è iniziato con un minuto di raccoglimento e la bandiera sopra la cantina del Pontino è stata messa a mezz’asta. Il funerale verrà celebrato giovedì 17 ottobre alle 15.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web