Gioco
Eni all’incontro in Regione spiegando la nuova raffineria
Ieri mattina a Firenze la riunione durante la quale gli ingegneri del gruppo industriale hanno illustrato ai commissari il progetto per l’impianto di Stagno
COLLESALVETTI. Dopo il mercoledì al Cral Eni di Livorno, incontro inizialmente programmato con i sindaci di Collesalvetti e Livorno e rispettivi consiglieri comunali ma poi invece aperto al pubblico, gli emissari di Eni sono stati ieri mattina ad illustrare l’idea di un impianto per la produzione del metanolo ricavato da plastiche non riciclabili ed ecoballe.
Un impianto che immette nell’aria la metà di Co2 rispetto ad un comune termovalorizzatore. La delegazione di Eni era in medesima formazione di quella presente a Livorno (ad eccezione del direttore dell’impianto di Stagno, Fabrizio Loddo): Francesco Manna responsabile relazioni istituzionali locali Italia, Monica Spada bio development suistanable mobility & circular economy e Paolo Fiaschi per i progetti ‘Waste to Energy’ della multinazionale. Hanno ribadito che la bioraffineria guarda alla “sostenibilità ambientale” come «elemento della progettazione industriale. Non un obbligo di legge, non un costo ma un fattore della produzione con l’obiettivo di creare valore aggiunto a lungo termine».
Questo e altro è stato detto ai componenti della quarta commissione, quella di Territorio e Ambiente , secondo richiesta della risoluzione approvata in Consiglio Regionale. Presente anche l’assessora regionale Federica Fratoni che al termine dei lavori ha dichiarato: «Quanto più si entra nella dimensione per cui il rifiuto viene in qualche modo recuperato, e quindi da problema diventa risorsa, tanto più ci si allontana da un meccanismo di pianificazione. La nostra priorità resta quella di portare, al 2030, la raccolta differenziata di qualità all’80 per cento e la bioraffineria è pensata con questa percentuale».
Dopo la relazione introduttiva dei tre esperti tutti ingegneri del grande gruppo industriale, si sono succedute le domande. Sono entrati in scena quindi il presidente Stefano Baccelli e tutti gli altri commissari, con Francesco Gazzetti e Monia Monni che hanno chiesto che ci si impegni attraverso uno sforzo tecnologico ulteriore, per arrivare a un bilancio “emissioni zero”.
Le risposte sono state esaurienti e le impressioni non sono state negative. Come primo passo, è stato proficuo per capire di più su un impianto che ancora non esiste nel mondo e che raduna tre processi distinti di lavorazione. Stretta di mani finale, ma con la promessa di inviare intanto in cartaceo , il materiale presentato nelle slide, affinché ci si possa ragionare meglio e capirne ancora di più.
Non sono emersi insomma atteggiamenti pregiudiziali da parte di nessuna forza politica rappresentata. Semmai, come richiesto dal vice presidente Giacomo Giannarelli (5 Stelle), la voglia di capire ed approfondire meglio, auspicando che ci sia possibilità di ulteriori e necessari incontri. —
Flavio Lombardi
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