Il Tirreno

Livorno

Dopo cinque anni riapre l’ex cinema Lazzeri: mostra sulla Coop e regno enogastronomico

Giulio Corsi
Dopo cinque anni riapre l’ex cinema Lazzeri: mostra sulla Coop e regno enogastronomico

Livorno, dal 26 ottobre ospiterà un’expo nazionale sui 70 anni dei prodotti Coop, ma la proprietà sta lavorando per trasformarlo in una sorta di Eataly 

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LIVORNO. Dopo cinque anni di buio i portoni si sono riaperti e la luce è tornata a illuminare l’antico teatro, le sue ariose volumetrie, la platea, la galleria, i boccascena che undici anni fa erano stati restituiti ai livornesi dopo una ristrutturazione milionaria che aveva regalato alla città un’enclave da capitale europea, la gigantesca libreria col suo caffè letterario e ristorante gourmet.

Durò poco, troppo poco quell’angolo di Parigi in piazza Guerrazzi che aveva fatto emozionare perfino Lucio Dalla che proprio lì venne a presentare “Gli occhi di Lucio”, perché nel 2015, il 17 gennaio 2015 esattamente, dopo un periodo di stenti i battenti si richiusero.

Ora lo storico teatro Lazzeri, che i livornesi più giovani ricordano come libreria Edison e poi Mondadori, torna a vivere.

Da alcuni giorni gli operai sono al lavoro nel grande spazio che un tempo ospitava la platea, in vista dell’inaugurazione di un’esposizione sui 70 anni dei prodotti Coop.

Sull’evento vige il massimo riserbo, ma si sa che la mostra dovrebbe aprire il 26 ottobre, sabato prossimo, e durare due mesi. L’organizzazione è di Coop Italia, la società che elabora le strategie di marketing e controlla la qualità dei prodotti a marchio Coop. L’esposizione è già passata dalla Triennale di Milano e da Reggio Emilia ed è un viaggio nella storia dell’Italia dal dopoguerra a oggi, tra refrain storici del carosello e delle pubblicità, Ugo Gregoretti, Peter Falk Tenente Colombo, Woody Allen, Luciana Littizzetto, e autentiche rarità come il progetto di cibo predisposto da Coop per gli astronauti della base orbitale nello spazio.

Ma per Livorno l’evento va molto oltre alla mostra. Perché rappresenta il riappropriarsi di un luogo magico nel cuore del centro, la cui eleganza - con i meravigliosi affacci liberty recuperati dalla recente ristrutturazione - per troppo tempo ha fatto a pugni con quei portoni sprangati e l’atmosfera di degrado dell’ultimo quinquennio.

Va detto che in questi anni, dopo la chiusura della libreria Mondadori, i soci della società Primerose, proprietaria della struttura e artefici della rinascita nel 2008 dell’ex Lazzeri - in primis Roberto Mei, con Enrico Baracchino e la famiglia Buselli - hanno fatto tanti tentativi per ridare un’anima al vecchio teatro, come il Tirreno ha raccontato in passato. I contatti con grandi soggetti nazionali e internazionali sono stati intensi, in piazza Guerrazzi sono arrivati manager di Eataly, Granarolo, Alpitour, l’ultimo è stato Claudio Cardini, l’imprenditore che ha dato nuova vita al Mercato di San Lorenzo di Firenze con botteghe del gusto, enoteche, pasticcerie. A quanto si racconta Cardini sarebbe rimasto affascinato dal Lazzeri e starebbe studiando il progetto di riproporre a Livorno la sua esperienza fiorentina, dando l’ennesima vita a questa struttura inaugurata nel 1923, sopravvissuta ai bombardamenti e caduta dagli anni Ottanta al 2008 sotto i colpi del degrado e di trent'anni di proiezioni a luci rosse.

Finora tuttavia niente era maturato, fin quando ha bussato alle porte Coop Italia, intenzionata a portare a Livorno, luogo cult nella storia di Coop, la sua mostra itinerante.

Cosa succederà dopo i due mesi dell’esposizione resta un punto interrogativo, intanto però si sa che in Comune l’assessore alla cultura Simone Lenzi e i suoi uffici stanno lavorando per portarci il Concerto di Natale, come primo di una serie di eventi con l’intenzione che le porte del Lazzeri non si chiudano più. —
 

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