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BIORAFFINERIA  

Eni, il suo approccio è “green” I sindaci: «Parliamone ancora»

Flavio Lombardi
Eni, il suo approccio è “green” I sindaci: «Parliamone ancora»

Tanti cittadini intervenuti, la riunione è diventata pubblica su proposta di Salvetti Dubbi e domande a livello trasversale, il primo incontro è stato interlocutorio

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LIVORNO. Per favore, non chiamatela più Bioraffineria. Piuttosto, un impianto innovativo dove si lavorano plastiche non riciclabili ed ecoballe per produrre metanolo, immettendo nell’aria la metà di Co2 rispetto a quanto accade con un inceneritore. Non solo materiale che arriva da Firenze, ma anche quello all’interno dell’area vasta. Questo, grazie all’avanguardia della tecnica e dell’opportunità che la ricerca dà per trarre si profitto e ma pure nuove materie da ciò che altrimenti si stocca o si brucia. Tutto perfetto per Eni, meglio parlarne meglio invece per i sindaci e gli altri rappresentanti politici dei due comuni interessati. Doveva essere un incontro con i sindaci e consiglieri dei comuni di Livorno e di Collesalvetti. Ma è arrivata tanta gente al Cral Eni. Dalle associazioni ambientaliste (Collesalviamo, Zero Rifiuti ed altre ancora),a semplici cittadini che tengono al loro futuro e quello dei loro figli. Porte chiuse, non si entra. Ma l’intervento di mediazione portato avanti da Luca Salvetti e subito sposato da Adelio Antolini, ha fatto breccia e convinto i rappresentanti dell’azienda a far passare tutti quanti. E’ diventato così il primo dibattito a partecipazione pubblica. Anche se le domande potevano farle solo i politici. Un primo passo per svelare la filosofia Eni su questo impianto per la produzione di biocarburanti (ma già certe lavorazioni vengono fatte a Venezia e a Gela), in attesa di quel che stamani sarà illustrato in Regione alla quarta commissione, quella del Territorio ed Ambiente. Un incontro quello di ieri che non ha concluso nulla, perché sempre in fase di interlocuzione istituzionale. Fabrizio Loddo, direttore Eni di Stagno racconta dei 190 ettari di territorio occupato dalla raffineria, collegata con il deposito di Calenzano con un collegamento ferroviario, con 415 dipendenti diretti e 900 sull’indotto. Un sacco di numeri sviscerati sulla formulazione del greggio e dei prodotti derivati ed il traffico anche marittimo generato. Da Arpat ed Ispra arriveranno presto risposte per cominciare la messa in sicurezza di alcuni pozzi e il controllo della falda. Monica Spada, responsabile progetto economia circolare spiega come un prodotto da qui in avanti debba essere progettato per un riuso attraverso processi pensati al 100% riciclabili, Paolo Fiaschi ha invece spiegato come si svolge il processo produttivo e come le temperature giochino un ruolo importante per non inquinare o comunque inquinare meno. Quello di Livorno potrebbe essere il primo impianto concepito. In tre ore di dibattito, molti gli interventi. Fra questi, quello del sindaco Salvetti che si è chiesto come si possa fare in un unico impianto tre tipi di lavorazione. Forse pericolosa? Per Eni, no, perché è una combinazione di tre sezioni di processi già noti: rigassificazione, separazione e pulizia dei gas di sintesi e sintesi del metanolo. Piuttosto, nessuno le ha mai messe insieme in un unico stabilimento. Antolini si fa domande sul traffico per raggiungere lo stabilimento, ma anche sul movimento in partenza dallo stesso. Eni risponde 70% su strada ferrata ed il resto su gomma. Forsecon il traffico da e per le zone più vicine, la percentuale su gomma sale.

Stella Sorgente, ha paura che si vada a incidere sulla salute pubblica e sull’ambiente. Il nuovo impianto non esclude l’attuale, ma sarebbe un di più. «La valutazione di carattere cumulativo sugli impatti sanitari sarà espletata quando e se presenteremo l’istanza. Per ora siamo solo ai primi passi e tutto si sta valutando, ricordando che deve essere tutto eco sostenibile». Ciacchini pensa che prima viene la salute e poi il lavoro, Andrea Romiti accusa il Governatore Rossi di sapere già tutto da giugno ma che in quel periodo c’era il ballottaggio e non era conveniente rendere la cosa nota. Insomma, il dibattito è stato civile, ma ci sarà bisogno di altri incontri per approfondire. Aprendo alla massima partecipazione per la popolazione. —

Flavio Lombardi

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