Il Tirreno

Livorno

Lite alle Sorgenti: la donna accusa 

«Volevo andarmene per sempre Mi ha aggredita con un coltello»

Ma.Sc.

3 MINUTI DI LETTURA





livorno. «Lui mi perseguita, quel giorno mi ha aggredita e poi si è ferito da solo», racconta al Tirreno la donna che nella mattina di mercoledì 8 era stata trovata dalla Polizia sul pavimento dell'abitazione in via Modigliani (quartiere Sorgenti), con il volto sanguinante, dopo una lite con il marito dal quale si era separata, mentre nell'appartamento si trovavano i due figli piccoli della coppia. I coniugi, poiché entrambi presentavano lesioni, erano stati portati in ospedale e denunciati in attesa di ricostruire l'esatta dinamica dei fatti. Ma nel momento in cui l'uomo ha presentato al sua "memoria difensiva" su Facebook, la donna – chiedendo l'anonimato – ha deciso di uscire allo scoperto per dare la sua versione.

E subito precisa: «Mi ha sempre maltrattata, manipolata e picchiata, io l'ho anche denunciato per violenza ma poi lo perdonavo. Poi ci siamo separati, anche se dobbiamo continuare a vederci. Ultimamente però avevo detto "basta", volevo allontanarmi per sempre».

Sarebbe stata proprio questa decisione a scatenare l’uomo: «Eravamo andati ad abitare in quella casa nel quale lui era cresciuto, e che poi il giudice aveva assegnato a me. Lui non ha le chiavi, – afferma – e aveva venduto la macchina quando io avevo preso la mia. Se me ne fossi andata da lì lui non avrebbe più potuto cercare di controllarmi».

La discussione sarebbe iniziata la sera prima, e quindi proseguita quella mattina mentre lei preparava i bambini. Scesi in strada, lui avrebbe tentato di salire in macchina a tutti i costi: «Voleva impedirmi di portarli all'asilo. Mi faceva paura, mi sentivo addosso gli occhi della gente. Così sono tornata in casa e lui mi ha seguita». Ed è tra le mura domestiche che la lite vera e propria è scoppiata, ma la donna puntualizza: «Era già successo altre volte, così ho portato i bimbi nell'altra stanza e ho messo i cartoni animati alzando il volume. A un certo punto ci siamo messi a urlare, poi lui ha preso un coltello seghettato e mi ha colpita al volto tagliandomi uno zigomo. Io sono andata nel panico, inizialmente ho chiamato mia madre perché non riuscivo a ricordarmi il numero del pronto intervento; poi ho fatto in tempo ad avvisare la Polizia prima che lui mi strappasse il telefono di mano, come faceva sempre. E solo quando lui si è reso conto della situazione – precisa – ha preso il mio cellulare e si è colpito sul viso, dove sa di avere un capillare che si rompe facilmente: ecco perché io ho due punti di sutura, mentre lui ha una prognosi che è il doppio della mia». Gli agenti sono arrivati pochi minuti dopo, separandoli. «Hanno detto che i miei figli erano presenti, ma in realtà il più grande aveva sbirciato da dietro la porta e non ha visto molto», racconta ancora la donna.

A complicare le cose, però, ci sarebbe un ricatto da parte dell'uomo: «La sera prima avevamo fatto uso di sostanze, e lui mi ha minacciato di usare questa cosa contro di me. Ma io ora sono pulita, e sto seguendo un percorso di supporto per riprendermi». E conclude: «La scuola non ha mai chiamato per dire che qualcosa non andava in classe o a casa, e anche la Polizia lo può confermare». —

Ma.Sc.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web