Il Tirreno

Livorno

Bar Dolly chiuso, è allarme degrado «Così i turisti scapperanno via»

Gianni Tacchi
Bar Dolly chiuso, è allarme degrado «Così i turisti scapperanno via»

Commercianti e frequentatori di piazza Grande  «Questo dovrebbe essere il salotto della città e invece...»

3 MINUTI DI LETTURA







La chiusura del bar Dolly, al centro di un contenzioso tra la proprietà dell’immobile e l’ormai ex gestore, rischia di avere anche due ripercussioni: da una parte potrebbe aumentare il degrado e il caos al palazzo Grande, da tempo sotto l’attenzione delle forze dell’ordine per le risse e lo spaccio, dall’altra è un brutto colpo per l’immagine di una città che ha ambizioni legate al turismo, visto che stiamo parlando della piazza centrale e inoltre il locale si trova proprio di fronte all’ufficio turistico.

Lo ripetono i commercianti di piazza Grande e i livornesi che frequentano quotidianamente il centro, trovandosi davanti alle luci spente e al gazebo abbandonato del Dolly, dove nei giorni scorsi c’è stata anche una protesta degli ex dipendenti.

«Negozi chiusi e saracinesche abbassate favoriscono la criminalità», dicono tutti. E il riferimento non è solo al bar, ma anche al cinema chiuso dal 2013 e a un’area che rischia di diventare sempre più pericolosa: tanti raccontano infatti di non passare più sotto il palazzo Grande, preferendo «camminare intorno alla struttura per evitare guai», specialmente nel tardo pomeriggio e di sera.

PIAZZA DESERTA E CAOS

«Il Dolly è un pezzo di storia della città e non può restare chiuso: ora il palazzo Grande sarà terra di nessuno», alza la voce Paolo Vivaldi, titolare dell’edicola Megaditta all’incrocio tra via Grande e via Cogorano. «Le attività continuano a chiudere e il centro continua a svuotarsi – prosegue Vivaldi – il problema è che non c’è la volontà di affrontare le cose: penso alla politica che ha favorito la grande distribuzione, ma penso anche alla questura che è a centro metri dal palazzo Grande e non ha ancora risolto il problema dello spaccio nel cuore della città».

«Noi siamo tra i pochi aperti anche di sera – interviene Enrico Ungheretti, titolare di I’m Burger – le forze dell’ordine non si vedono mai, il centro è sempre deserto e chissà cosa succede sotto il palazzo Grande. Io credo che questa piazza sia un caso in tutta Italia: è centrale, eppure è vuota e anonima, ecco perché bisogna tornare a organizzare eventi e iniziative».

Ed è d’accordo anche Lucia Mancini, che ogni mattina parte dalla Valle Benedetta per fare la spesa in centro: «Qui la situazione è fuori controllo, cinquant’anni fa questa piazza aveva tutto un altro fascino».

IL PALAZZO GRANDE

A preoccupare è soprattutto la situazione del palazzo Grande, come testimonia anche Monica Ughi: «Io lavoro in via della Posta, altra strada in mano ai delinquenti, ma per raggiungere l’ufficio passo dalla parte del Comune anziché tagliare sotto il palazzo Grande. D’altronde lì non mi sento al sicuro, ho visto gente che spacciava anche di giorno».

«A fine turno accompagno le nostre dipendenti a riprendere l’auto nei parcheggi della zona, purtroppo qui la sera non è il massimo e non voglio che corrano rischi», racconta Franco Urbani, titolare di I’m Pasta. E con la chiusura del Dolly ci sarà anche meno passaggio in quell’area, «con la conseguenza – continuano Ughi e Urbani – di un degrado che favorirà episodi sempre più violenti».

Eppure di giorno non mancano i turisti e l’Aamps interviene quotidianamente per la pulizia, come confermano diversi commercianti. «La situazione è catastrofica sotto il palazzo Grande, intorno invece si sopravvive e ci sarebbero tutti i presupposti per rianimare questa piazza – chiude Matteo Lombardi dall’omonima tabaccheria – dispiace soprattutto per come sono andate le cose al Dolly: di certo non è una bella immagine per i turisti, proprio accanto c’è il punto informazioni». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web