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Maxi-Darsena, lo scossone che arriva dall’Authority

Mauro Zucchelli
Maxi-Darsena, lo scossone che arriva dall’Authority

Corsini: i pretendenti hanno tempo fino a fine novembre per candidarsi: «Comunque, niente indugi: casomai nel frattempo andiamo avanti noi»

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LIVORNO. «Entro metà novembre il raggruppamento temporaneo di impresa composto da F&M Ingegneria, Haskoning-Dhv Nederland, Hs Marine e G&t consegnerà il progetto preliminare» relativo alla progettazione delle opere marittime di difesa e dei dragaggi che il nuovo progetto della Darsena Europa mette in collo alla struttura pubblica. Da Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale, arriva un messaggio che vuol essere un segnale di vita: l’espansione a mare del porto non è “morta” nei meandri della burocrazia nel susseguirsi dei governi, dei ministri e dei viceministri. Stefano Corsini, da quando è finita la sospensione ed è tornato al timone dell’Authority, sa che qui si gioca il tutto per tutto: o il porto di Livorno conquista questa opportunità per evitare la strada obbligata verso il declino (almeno per quanto riguarda il traffico contenitori) o non resta che gestire la ritirata (e riposizionarsi su “autostrade del mare” e dintorni).

Non a caso, la nota ufficiale viene presentata come «un altro passo in avanti sul fronte della progettazione delle opere marittime di difesa e dei dragaggi di competenza pubblica previsti dalla fase 1 di attuazione della Darsena Europa».

Da aggiungere – spiegano dal quartier generale dell’ente – che «anche le indagini geognostiche, geofisiche e ambientali dell’area risultano in stato avanzato di completamento: dopo le operazioni di bonifica bellica, è stata effettuata la quasi totalità dei carotaggi previsti». Come dire: risultano «comunque completate tutte le indagini necessarie alla progettazione della fase 1 della Darsena Europa».

L’Authority ce la mette tutta per dire che l’operazione Darsena “eppur si muove...”. È per questo che ripete che «sono inoltre in stato di avanzato sviluppo le attività tecniche e scientifiche in collaborazione con Ispra e Arpat finalizzate alla procedura di deperimetrazione» del “sito di interesse nazionale” (bonifica) a mare del porto di Livorno. A cosa serve lo sforzo per far uscire dal perimetro del sito di bonifica? Lo dice chiaro e tondo Palazzo Rosciano: permetterebbe di «fare riferimento alle nuove normative semplificate sui dragaggi e sulla movimentazione dei sedimenti marini», seguendo cioè la nuove regole del decreto del luglio di tre anni fa.

Sta di fatto che la “palla” è in mano agli investitori privati: i fondi Infravia e Infracapital (presenti in Tdt) si sono fatti avanti ma non hanno ancora perfezionato la procedura per arrivare all’offerta vincolante sulla base della quale varare il bando per la comparazione. Ecco che l’Authority prova a dare la sveglia a eventuali pretendenti: per il terminal contenitori della fase 1 della Darsena Europa «si chiuderà il 30 novembre la “finestra temporale” che hanno a disposizione i soggetti privati interessati per presentare una proposta completa», seguendo quanto previstop dal Codice degli Appalti(all’articolo 183). A quella data l’Authority annuncia che «inserirà l’opera nella programmazione triennale e procederà autonomamente». Insomma, se i privati faranno melina Palazzo Rosciano andrà avanti comunque: «Con la progettazione delle opere pubbliche ben avviata – ha dichiarato il presidente Corsini – è tempo di dedicarsi alla realizzazione del terminal container. L’Authority è pronta a prendere le redini dell’iniziativa». 



 

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