Il Tirreno

Livorno

«Il liceo cade a pezzi», studenti in corteo. Il sindaco assicura: vi aiuterò

Francesca Suggi
«Il liceo cade a pezzi», studenti in corteo. Il sindaco assicura: vi aiuterò

Livorno, in centinaia con cori e striscioni fin sotto la Provincia. Salvetti annuncia: «Incontrerò la Provincia e la preside»

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LIVORNO. “Le vostre scuole sicure ci stanno crollando addosso”, “Meteo di oggi, prevediamo pioggia di lampadari al Palli”, “L’istruzione è importante come la nostra salute”. È un serpentone colorato di cori e striscioni. Da via Ernesto Rossi, a piazza Cavour per arrivare sotto a Palazzo Granducale parte del mondo studentesco livornese (circa 250 studenti con alcuni genitori) sono scesi in piazza per protestare, tra le altre cose, contro il pericolo di scuole che cadono giù a pezzi.

E per reclamare il diritto a fare lezione in ambienti sicuri, senza rischi. In prima fila ci sono gli studenti del liceo Niccolini Palli, soprattutto quelli che frequentano le succursali di via Maggi e via Goldoni. Queste due sedi in questi giorni e nelle settimane scorse sono state, sfortunatamente, al centro di brutti episodi, tra porta neon caduti (durante la lezione), aule chiuse e inagibili a causa di lampade pericolanti (e non solo), disturbi respiratori di studenti finiti al pronto soccorso per reazioni allergiche avute in classe.

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Insomma, gli studenti non ci stanno. E neppure tanti dei loro genitori che sono scesi in piazza e che, sulla strada tra il Comune e Palazzo Granducale hanno organizzato un sit in di protesta. I ragazzi sanno il fatto loro. Lo urlano al megafono e lo scrivono: “No alle scuole che cadono a pezzi”. "Le vostre promesse puzzano di muffa come la mia classe". "Mi dovrei occupare delle pulizie di casa, non della scuola". Si cerca un interlocutore nelle istituzioni. Si cerca un confronto con la Provincia che è l’ente deputato, tra le altre cose, all’edilizia scolastica delle scuole superiori. Ma si chiede aiuto anche al sindaco della città.

Luca Salvetti non si tira indietro. E scende in piazza per parlare con gli studenti. La buona volontà c’è, la voglia di aiutarli (pur nel rispetto delle competenze di tutte le parti istituzionali in causa), pure. «Qualche giorno fa la presidente della Provincia mi ha chiamato per chiederci una collaborazione nella risoluzione di tutte queste criticità e noi non ci tiriamo indietro», spiega il primo cittadino. Salvetti si impegna con studenti e genitori di richiedere a stretto giro un incontro prima con i vertici di Palazzo Granducale e poi con la dirigente scolastica del liceo Niccolini Palli Alessia Bianco.

«Chiederò un incontro con la Provincia e con la preside del liceo Niccolini Palli per fare il punto, capire bene la situazione e soprattutto trovare il modo di gestirla: se possiamo collaborare in qualche modo lo faremo», dice.
Anche il vicepresidente della Provincia, Pietro Caruso, scende in piazza e incontra gli studenti. Promette loro che oggi sarebbe andato a fare un sopralluogo alla succursale di via Goldoni per vedere con i propri occhi la situazione. Per dimostrare la sua vicinanza con le istanze degli alunni.

L’impegno è stato poi confermato nel pomeriggio di ieri dalla stessa Provincia. Che con una nota conferma «questa mattina il vice presidente Pietro Caruso si recherà a visitare il plesso (di via Goldoni), come da impegno preso con gli studenti nel corso della manifestazione». Studenti e genitori aspettano di capire come le istituzioni intendono gestire la situazione, definita di assoluta emergenza da parte di diverse famiglie. Il corteo è stato sostenuto anche dai giovani del Fronte giovani comunisti che puntualizzano altri motivi della protesta, ovvero la proposta della nuova alternanza, scritta dal precedente governo e non ancora approvata dal ministro Fioramonti, che diminuisce il monte ore minimo obbligatorio ma permetterebbe a scuole e aziende di aumentare in modo illimitato la durata degli stage per gli studenti. Inoltre la nota di aggiornamento del Def, presentata dal governo Pd-5Stelle, prevede ulteriori tagli alla scuola per 1,8 miliardi di euro.

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