Gioco
La casa è il tempio dei cimeli di quel 1984 fra giornali, fotografie, poster e vignette
La carriera di Caturegli al timone degli uffici del Comune e di Asa: gli interventi fra Fossi e fogne, i lavori su lungomare, PalaModì, Goldoni, Mercato e via Firenze
LIVORNO. Davanti all’uscio di casa Caturegli, campeggia la locandina della mostra livornese del 1984 a Villa Maria: quella “testa” di Modigliani allungatissima della Tate Gallery. Di là della porta ecco la riproduzione dell’ “Alice”, capolavoro di Modì custodito al museo di Copenhagen, poi una vignetta umoristica di Alberto Fremura sulle “teste” e un corridoio contrassegnato dalle pagine di giornale, quasi ovunque Il Tirreno (foto a destra), che scandiscono le varie fasi della “febbre” dell’operazione Fossi. Nel salotto qualche migliaio di pagine di quotidiani, italiani e stranieri, che raccontano quei giorni del 1984. Fino alla burla.
La casa di Michele Caturegli straripa di cimeli-amarcord dedicati al caso Modì. Ma non solo: anche tanti suoi dipinti, soprattutto astratto-astrali. Ora è in pensione e si dedica a scrivere di storia.
Il caso Modì non ha avuto effetti sulla sua carriera. Era entrato nel ’77 in Comune come dirigente del settore ambiente: lavora al risanamento dei fossi e alle fognature in tutti i quartieri («se il nostro mare è così si deve a quella scelta di allora»). Dal ’90 al ’99 è direttore tecnico di Asa. Dal ’99 al 2004 il sindaco Lamberti ne fa il capo ufficio tecnico: interventi su palasport, Porta a Terra e Mercato centrale, restauro del Goldoni, sistemazione del lungomare, acquario, raddoppio di via Firenze e rotatoria di Ponte Genova. Infine direttore generale di Asa che si espande su 33 Comuni: fino alla pensione quattro anni fa. —
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