Il Tirreno

Livorno

lutto a fauglia 

È morto il comandante Bencini Era figlio del professor Adriano

Aveva 56 anni, si è spento in casa fra le braccia della moglie e del fratello chirurgo Una carriera da skipper e in plancia di comando nella flotta commerciale D’Amico

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FAUGLIA. Si chiamava Guido Bencini, aveva 56 anni, e se il certificato di nascita diceva che era livornese, si può sottolineare che era faugliese di adozione: ed è nella sua casa di Fauglia che è morto all’improvviso nel proprio letto, «serenamente e con dignità, tra le braccia della moglie Maria e del fratello chirurgo che lo ha assistito fino alla fine», come riferisce proprio quest’ultimo, annunciandone la prematura scomparsa.

Del resto, non era un caso se aveva preso la residenza a Fauglia: qui – ricorda Claudio Bencini – «la presenza della famiglia è documentata fin dal Seicento».

Eppure la vita di Guido Bencini è stata molto legata al mare. Con la passione per la vela coltivata fin dall’età di sette anni diventando skipper professionista navigando su barche a vela della classe Ior e su grandi yacht da crociera. Dopo gli studi al liceo classico, aveva deciso di diventare capitano di lungo corso e, presentandosi da privatista in un paio di anni aveva ottenuto il diploma all’istituto nautico di piazza Giovine Italia: successivamente farà una brillante carriera nella navigazione commerciale al servizio della flotta D’Amico.

Non solo: ha anche collaborato alla formazioni delle giovani leve dei mestieri del mare. L’ha fatto prestando la propria opera per l’istituto nautico Giovanni Caboto di Gaeta, al comando della “Signora del Vento”, la prima nave scuola della Marina Mercantile del nostro Paese, seconda per dimensioni solo alla nave scuola Amerigo Vespucci della Marina Militare.

Era l’ultimo dei cinque figli del prof. Adriano Bencini, anche lui faugliese, figura leggendaria dell’ospedale livornese come primario dei reparti di chirurgia generale e chirurgia toracica.

«Il padre – racconta Claudio Bencini – diventò famoso in tutto i mondo per gli interventi innovativi che aveva messo a punto, primo fra tutti l’intervento sul “Glomo Carotideo” per la cura dei pazienti asmatici, che negli anni’60/70 ebbe un vasto clamore attirando pazienti da tutto il mondo nella piccola città di provincia. Le scoperte del prof. Bencini furono pubblicate nelle maggiori riviste scientifiche del tempo. Il prof. Bencini aveva anche messo a punto nell’Università di Milano in cui esercitava nei primi anni ’50 del secolo scorso, il primo defibrillatore cardiaco che attualmente è esposto al Musme di Padova, città natale della madre Francesca Nicolini, ed uno dei più rinomati musei scientifici dedicati alla medicina».

I familiari ricordano che Guido lasciava «un segno indelebile in chi lo abbia anche solo incontrato». Era «amato dagli equipaggi che ha formato, – aggiungono – godeva intrattenerli declamando a memoria della Divina Commedia, ed era apprezzato anche dai suoi ufficiali e marinai di lingua straniera per la sua cultura e per il fascino che esercitava».

Stamani alle 10 sono previsti i funerali a Fauglia, nella chiesa di San Lorenzo. –

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