Il Tirreno

Livorno

Un fiume di soldi falsi a Livorno: scoperti 25mila euro in nove mesi

Federico Lazzotti
Un fiume di soldi falsi a Livorno: scoperti 25mila euro in nove mesi

La finanza ha sequestrato 500 banconote di diversi tagli, soprattutto da 50. L’esperto: «Vi spiego qualche trucco per riconoscere il denaro vero...» 

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LIVORNO. Un fiume di banconote false gira per Livorno e provincia. Viene messo in circolazione e poi passa di mano in mano fino a quando un rilevatore di soldi falsi, quelle macchinette che spesso vediamo negli esercizi commerciali accanto alla cassa oppure in banca, non svelano il trucco. In quasi nove mesi la guardia di finanza ha sequestrato oltre 500 banconote per un totale di 25mila euro di soldi falsi, oltre tremila euro al mese, poco più di cento euro al giorno. «La stragrande maggioranza delle segnalazioni – spiegano dalle fiamme gialle – ci arrivano dalla Banca d’Italia dove le banconote false vengono inviate da tutti gli istituti che ne trovano».

A questo punto, per competenza, le fiamme gialle sequestrano il denaro, aprono un fascicolo contro ignoti perché «quasi sempre l’ultimo detentore è a sua volta una vittima», e infine il denaro viene distrutto. Un particolarità della nostra provincia, guardando il dossier delle fiamme gialle, riguarda il taglio maggiormente sequestrato. Rispetto ai dati nazionali, infatti, dove la banconota più taroccata è quella da venti euro, a Livorno risulta essere il taglio superiore da 50 euro: da gennaio a settembre ne sono state trovate 204 non conformi, rispetto alle 173 del taglio inferiore.

Ci sono però alcuni trucchi che permettono anche a chi non è del mestiere oppure non è dotato di un marchingegno elettronico di distinguere i soldi veri da quelli falsi. In particolare per quello che riguarda il taglio da venti. «Per prima cosa – spiega un esperto delle fiamme gialle – prendendo una banconota da venti e guardando nello spazio bianco, in controluce si vedono un volto e una vetrata che riprende quella più grande. Inoltre passando il dito lungo la banconota, in quelle vere si possono sentire al tatto spessori diversi. C’è poi la filigrana molto consistente che i falsari hanno difficoltà a riprodurre. Per finire è bene accertarsi delle presenza in controluce di quattro ologrammi sul lato».

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