Gioco
«La nostra solidarietà alle tre ragazze che hanno avuto il coraggio di opporsi»
Parlano gli studenti del Niccolini Palli «L’intolleranza deve essere punita»
INTERVENTO
«Dichiariamo la nostra piena solidarietà alle ragazze che hanno avuto il coraggio di opporsi a certi discorsi e a certe logiche e di denunciare l’accaduto». Da studenti ad alunni sul filo della solidarietà: i rappresentanti d’istituto e di classe di tutto il liceo Niccolini Palli si esprimono rispetto al caso delle frasi razziste in classe che sarebbero state pronunciate da una professoressa durante una lezione, al liceo Cecioni di via Galilei.
Al primo punto gli studenti mettono la solidarietà. Ma non si rfermano qui.
«In secondo luogo crediamo che sia inaccettabile da parte di una professoressa, nel pieno del suo ruolo di educatrice, poter promuovere e sostenere idee razziste e xenofobe portando poi a supporto di queste fantomatici “studi” antiscientifici», continuano.
«Riteniamo che sia ruolo fondamentale della scuola, e quindi dei professori e delle professoresse in genere, di educare le nuove generazioni al rispetto reciproco, all’accettazione delle diversità insite in ognuno di noi e alla capacità di vivere e convivere democraticamente e nel rispetto delle libertà dell’altro».
L’episodio, se verificato, viene ritenuto intollerabile. Si rigettano frasi xenofobe e razziste.
«Siamo certi che non possa essere tollerabile la promozione dell’intolleranza etnica da parte di un’educatrice al servizio di uno Stato che si definisca democratico e basato su principi di uguaglianza e libertà. Non siamo disposti ad accettare fatti di questo tipo e siamo pronti a contrastarli con forza ogni qual volta avvengano. Vogliamo un futuro migliore del presente che ci è stato affidato, perciò non possiamo avere rispetto per idee che tendono alla discriminazione e all’odio per il diverso».
Gli studenti del liceo Niccolini Palli chiedono, a gran voce, provvedimenti: «Chiediamo che vengano presi seri provvedimenti nei confronti di chiunque promuova il razzismo nelle classi di qualsivoglia scuola».
Un pensiero va alle tre ragazze che si sono alzate per dissentire.
«Speriamo infine che le ragazze che hanno avuto il coraggio di denunciare non subiscano le conseguenze di chi tutt’ora ha il coltello dalla parte del manico nei loro confronti e vogliamo che sappiano che hanno la nostra vicinanza e il nostro pieno supporto». —
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