Il Tirreno

Livorno

Vincenzo non ci sta «La stagione è finita, siamo rovinati...»

Dal 2016 stava dietro al bancone  «Pulivamo anche lo sporco in strada» 

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la storia/2

Vincenzo Carlucci è giovane, ha 26 anni, ma era già uno dei dipendenti storici del bar Dolly: dietro al bancone da quasi tre anni, aveva un contratto a tempo indeterminato e un futuro che a settembre si è trasformato in un punto interrogativo.

«All’improvviso siamo rimasti senza lavoro – racconta – i proprietari dell’immobile non ci avevano detto niente e dopo lo sfratto non ci hanno neanche contattato. Eppure siamo stati noi a occuparci di questa zona del centro per anni, pulendo la sporcizia che la gente lasciava sotto i portici del palazzo Grande. E ora cosa facciamo? La stagione estiva è finita, i turisti sono spariti e nessuno assume».

Carlucci, nato ad Angri in provincia di Salerno, aveva trovato lavoro al bar Dolly appena arrivato a Livorno, partendo con grande entusiasmo e inserendosi subito nella nostra città. «Un colpo di fortuna, lo ammetto – continua – al Dolly ho trovato una seconda famiglia, un gestore bravissimo e colleghi che poi sono diventati amici: l’ambiente perfetto per lavorare, anche se all’esterno la situazione era pesante: i furti, le saracinesche chieste e mai installate dai proprietari, i problemi di sicurezza. Nonostante questo, Luigi Basile è sempre stato corretto: tutti gli ex dipendenti hanno riscosso fino all’ultimo centesimo, non ci sono stipendi arretrati».

Così Carlucci punta il dito contro la proprietà del fondo: «È vero che c’è un debito riguardante l’affitto, ma è altrettanto vero che questa attività ha subìto venti furti: in questi casi serve comprensione». —

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