Gioco
La rabbia di Yarisma «Avevo appena chiesto il mutuo...»
Venticinque anni, da due era assunta «Senza quei furti saremo ancora aperti»
La storia/1
«Per me è stata una mazzata: avevo appena richiesto il mutuo per andare a convivere, con la chiusura del bar sono stata costretta a bloccare tutto. Non sono più una ragazzina di 18-19 anni, ora è dura trovare un altro lavoro del genere». Ed ecco perché Yarisma Suaquita, origini peruviane, 25 anni, da quasi 20 in Italia, spera ancora nella riapertura dello storico bar Dolly. «Mi auguro che questa attività abbia un futuro con l’ex gestore – prosegue – d’altronde stiamo parlando di una persona eccezionale, straordinaria sotto ogni punto di vista: altro che capo, Luigi Basile era uno di noi e ci faceva sentire a casa. Ma se dovessero subentrare altri gestori, sarebbe giusto dare la priorità a noi ex dipendenti per le nuove assunzioni». Suaquita lavorava al Dolly da un paio di anni con contratto a tempo indeterminato, «qualcosa che mi garantiva stabilità e tranquillità nell’affrontare le spese di tutti i giorni». Ma come sono stati gli ultimi due anni in piazza Grande tra furti e caos sotto i portici? «Non il massimo – risponde – noi venivamo ogni mattina alle 5 per aprire ed eravamo sempre costretti a fare un giro per controllare: una volta la vetrata sfondata, un’altra le siringhe fuori dalla porta, un’altra ancora la sporcizia ovunque. Un po’ di paura c’era, soprattutto per me e le altre ragazze, ma questo non dipende dal gestore né dai proprietari dell’immobile: in questa zona servono più controlli da parte delle forze dell’ordine. Perché se non ci fossero stati tutti quei furti oggi il bar sarebbe aperto». —
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