Gioco
Frasi razziste in classe «Dobbiamo aspettare la relazione del preside»
La provveditrice sulla questione scoppiata al liceo Cecioni «Qualcosa è stato rilevato se l’indagine passa a noi»
LIVORNO. «Aspettiamo che il dirigente scolastico ci faccia avere le proprie valutazioni, ma se il caso passa all’Ufficio scolastico provinciale, per procedura da seguire, significa che qualcosa è stato rilevato, altrimenti la questione veniva gestito dallo stesso preside». Donatella Buonriposi è la numero uno degli uffici dell’Usp di via Galilei. Al momento non sono ancora arrivati a Palazzo della Gherardesca gli atti formali dell’indagine sul caso di frasi razziste in aula che sarebbero state pronunciate da una professoressa, in una classe seconda del liceo Cecioni. Buonriposi li sta aspettando, l’intenzione del dirigente è questa, come dichiarato.
È un messaggio-sfogo, prima postato su Facebook da una mamma e poi inoltrato sulle chat di WhatsApp , che ha fatto il giro dei telefonini di mezza città. Diventando di dominio pubblico e generando reazioni da parte del mondo scolastico e istituzionale (Il Tirreno non pubblica né l’indirizzo di studio, né il nome dell’insegnante, né quello della mamma per non rendere riconoscibili gli alunni minorenni).
A denunciare formalmente l’accaduto alla scuola sono alcuni genitori. Secondo la versione riportata dai loro figli, la prof, parlando di migranti, li avrebbe accusati di “rubare il lavoro” e di “delinquere più degli altri”. Nel racconto sdegnato della madre si parla di tre ragazze della classe che si sarebbero alzate in piedi per dissentire, mentre il resto delle classe le prendeva in giro, faceva il saluto fascista e la prof avrebbe riso. Quindi l’apertura dell’istruttoria da parte del liceo guidato da Andrea Simonetti, l’ascolto di tutte le parti in causa (studenti e docente). Quest’ultima rigetta con forza tutto quello che le viene attribuito, «accuse infamanti». Buonriposi già intervistata dal Tirreno aveva sottolineato le ragioni per cui è indispensabile la massima cautela: «Stiamo parlando di situazioni relative a episodi riportati, in questo caso dagli studenti ai genitori ed è assolutamente necessario stare attenti ad evitare fraintendimenti». Da un lato, c’è «una questione delicata che se dovesse corrispondere a verità sarebbe grave», come aveva ammesso Buonriposi; dall’altro, c’è l’esigenza di sgombrare il campo da incomprensioni. La dirigente dell’Usp spiega cosa prevede la procedura in questi casi: «Tecnicamente funziona così: se il dirigente ritiene il caso particolarmente grave per cui si prevedono più di 10 giorni di sospensione dal servizio del docente, la questione passa d’ufficio all’Usp. Se per noi la gravità viene ritenuta molto importante chiediamo l’intervento degli ispettori ministeriali». —
F.S.
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