Il Tirreno

Livorno

presentazione alle sughere 

Con “Mi riscatto per Livorno” detenuti vanno al lavoro in bici

Nicolò Cecioni
Con “Mi riscatto per Livorno” detenuti vanno al lavoro in bici

L’iniziativa è dedicata ai carcerati che puliscono parchi e strade o restaurano monumenti. Il garante De Peppo: «Compiti assegnati in base agli interessi» 

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Dodici biciclette gialle nuove di zecca sono state messe a disposizione della casa circondariale delle Sughere per consentire ai detenuti di svolgere alcuni lavori socialmente utili e mettersi a disposizione della città per attività di volontariato. Si tratta di un altro tassello del progetto “Mi riscatto per Livorno” promosso e lanciato lo scorso mese di aprile dal direttore del carcere Carlo Mazzerbo e dal garante dei detenuti Giovanni De Peppo. Pulizia dei parchi e delle strade, restauro e riscoperta dei monumenti e dei luoghi storici della città (come le Terme del Corallo) e organizzazione di eventi e manifestazioni culturali, sono le principali attività che i detenuti hanno svolto in questa prima fase. «D'ora in poi – spiega il direttore delle Sughere – per i nostri ragazzi sarà ancora più facile muoversi per la città per raggiungere i luoghi dove svolgerevolontariato. Ringrazio i soggetti che si sono messi a disposizione per dotare il carcere di questi mezzi». Oltre alle due ruote, la direzione della casa circondariale ha anche ricevuto alcuni abbonamenti all'autobus dalla Ctt Nord. «È significativo il fatto che tutta la Livorno inizi a considerare il carcere e i detenuti come parte integrante della città. È proprio questo il principio alla base del progetto in questione».

Molto soddisfatto, ovviamente il titolare di Bike Store, Andrea Camici, che si è occupato di consegnare le biciclette. «L'idea è nata diversi mesi fa e non è stato facile trovare investitori disposti a credere in questa iniziativa; ma alla fine ci siamo riusciti. Abbiamo unito le forze , realizzando questo bel sogno, consentendo ai detenuti di respirare un po' di libertà in sella alle proprie biciclette». Il progetto è stato molto apprezzato anche dagli stessi carcerati. «Non basta assegnare dei servizi di volontariato a caso – ha aggiunto il garante Giovanni De Peppo – bisogna anche tener conto delle attitudini delle persone. Perché, è bene ricordarlo, si tratta di persone che hanno i loro diritti e le loro necessità. Perciò, insieme all'amministrazione, agli assessori e a tutti i soggetti coinvolti, abbiamo affidato servizi e attività in base agli interessi di ciascuno. Addirittura uno che ha finito pochi giorni fa di pagare il suo conto con la giustizia, ha chiesto di poter continuare a svolgere il proprio servizio. Ringrazio il sindaco Luca Salvetti e gli assessori Andrea Raspanti e Giovanna Cepparello che hanno saputo dar continuità, capendone l'importanza, a questo progetto che è nato sotto la giunta precedente». Ringraziamenti arrivati al volo, visto la presenza degli stessi Raspanti e Cepparello. «Dobbiamo aumentare le opportunità di scambio tra il carcere e la città – hanno detto all'unisono i due assessori – per evitare che Livorno finisca all'ingresso delle Sughere. Questa struttura fa parte del nostro tessuto sociale. Quando un carcere funziona bene, migliora anche la sicurezza di chi vive fuori perché le pene sono rieducative e non criminogene». —



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