Gioco
Claudia e quella beffa «Ero stata presa solo un mese prima»
Era in prova con un contratto di sei mesi «Adesso dovrò ricominciare con i lavoretti»
la storia/3
Tra i sette ex dipendenti del bar Dolly non c’è soltanto chi aveva un contratto a tempo indeterminato, oggi in difficoltà perché aveva programmato delle spese e fatto dei progetti, ma anche chi era riuscito a strappare un contratto di 6 mesi dopo un periodo di prova.
È il caso di Claudia Caroti, 23 anni, livornese, passata dal sorriso per quella firma alla rabbia per lo sfratto nel giro di neanche un mese. «Il 20 agosto ho firmato il contratto e il 19 settembre c’è stato lo sfratto – racconta la 23enne – era la mia prima volta da barista dopo tanti lavoretti, dal servizio civile alla commessa: stavo imparando un mestiere nuovo e allo stesso tempo credevo di aver trovato un po’ di stabilità, invece è arrivata una brutta sorpresa per me e per tutti gli altri dipendenti. Ora dovrò ripartire con la solita storia: i curriculum, le speranze, le difficoltà per noi giovani».
Lo sfratto è arrivato a causa della decisione del gestore di non pagare più l’affitto per i furti subiti nel corso degli ultimi anni. Caroti comprende la contromossa della proprietà («è legittima, devono avere migliaia di euro»), ma sottolinea che «in passato non è stato fatto ciò che serviva per la sicurezza del bar e dei dipendenti». Il riferimento è alle saracinesche, chieste più di una volta e mai installate. «Erano fondamentali per evitare i furti – chiude Caroti – invece il gestore è stato abbandonato ed ecco come sono andate a finire le cose. Spero che il bar riapra presto e possa ripartire nel migliore dei modi, ma prima va risolta la questione delle saracinesche». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google