Gioco
Addio “Bellezzina”, scompare a 63 anni Serenella De Napoli
Livorno, folla a San Jacopo per i funerali della ex dipendente Inps. Il ricordo: «Gli amici erano più importanti del suo dolore»
LIVORNO. Serenella Di Napoli riposa nel cimitero della Misericordia, accanto alla madre. Lunedì 7 ottobre, per i funerali alla chiesa di San Jacopo in Acquaviva, c’erano così tanti parenti, amici ed ex colleghi Inps (dove aveva lavorato per 40 anni) da tutta Italia che il parroco stesso, una folla così, non l’aveva mai vista.
Di Napoli era venuta a mancare domenica alle 6 del mattino, nel letto delle cure palliative dov’era stata ricoverata il giorno prima, dopo 11 lunghi mesi di malattia sempre con il sorriso sulle labbra. «In uno degli ultimi momenti aveva riso, quando era venuta fuori la parola “bellezzina”, che le è rimasta addosso», raccontano amici ed ex colleghi: «Amava viaggiare con Bruno (Di Tizio, il marito; ndr), è distrutto dal dolore, spingendosi fin dove poteva arrivare, e poi l’arte, la musica e i libri, per i quali era prodiga di consigli. Ma soprattutto i gatti, ne ha avuti a decine durante tutta la sua vita; si firmava, scherzosamente, con le orecchie da gatto».
Dolce e tenera ma determinata e tenace. La descrivono così, sempre misurata e priva di eccessi nonostante le traversie che si aggiungevano al male che infine se l’è portata via: «Nell’ultimo periodo chiamava per chiedere come stava l’amico o il parente, sorprendendo tutti con una forza insospettabile. È stata una persona viva fino all’ultimo, e sarà sempre presente in noi», aggiungono.
Toccante infine il ricordo di Danilo Niccolai, amico di una vita, che dal pulpito ha commosso San Jacopo: «Serenella era una persona eccezionale che ha sempre lottato contro le avversità della vita senza mai tirarsi indietro. Lottava e soffriva in silenzio. Gli amici erano più importanti del suo dolore: si preoccupava di aiutarli, di sostenerli e di dare loro consigli. Cercava di legare, piuttosto che dividere. Ci lascia un vuoto, un grande vuoto ma anche un insegnamento. È necessario vivere all’insegna della gioia, della positività e dell’amicizia, per costruire qualcosa. Ciò che ami non si perde mai».
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