Il Tirreno

Livorno

Tre ex dipendenti si incatenano per protesta davanti al bar Dolly - Video

Gianni Tacchi
Tre ex dipendenti si incatenano per protesta davanti al bar Dolly - Video

Livorno, il gesto dimostrativo a distanza di alcune settimane dalla chiusura del locale in piazza Gande: «Congelare lo sfratto e riaprire» 

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LIVORNO. Ci sono stati i furti, venti nel giro di due anni. C’è stata la decisione del gestore Luigi Basile, esasperato per i colpi subiti e il caos sotto i portici, di non pagare più i 9mila euro di affitto mensile. Ci sono state le sollecitazioni dei proprietari dell’immobile, che venti giorni fa hanno dato il via libera per lo sfratto e la chiusura del locale. E in mezzo sono rimasti gli ex dipendenti, sette persone che oggi sono senza lavoro.

Il caso è quello dello storico bar Dolly di piazza Grande, area in cui il degrado è sotto gli occhi di tutti. Ieri mattina alcuni ex dipendenti si sono ritrovati all’esterno del bar, hanno attaccato alle vetrate tre cartelloni di protesta e si sono incatenati alla porta principale, difendendo il gestore e lanciando un appello ai proprietari del fondo.

«Vogliamo che lo sfratto venga congelato – spiegano – Basile ha smesso di pagare l’affitto per i furti: per anni ha chiesto alla proprietà di installare delle saracinesche antifurto, ma non è mai stato ascoltato. Ridate a lui l’attività e a noi i posti di lavoro».

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LO SFOGO DEL GESTORE

Durante la protesta è intervenuto anche lo stesso Basile, 77 anni, gli ultimi 8 passati a gestire il Dolly. «Io sono disposto a riaprire, a questo punto anche senza saracinesche», dice subito. E il debito di oltre 50mila euro? «Voglio pagare, sia chiaro – risponde Basile – e per questo ho due possibilità: dilazionare quella cifra o vendere l’attività. Prima però devo riaprire, anche se in realtà i proprietari non mi ascoltano: si sono approfittati della situazione, è stata una cosa disumana. Gli ex dipendenti? Fa piacere che siano dalla mia parte, non meritavano una situazione del genere». E lo sfogo continua. «La chiusura è stata pilotata, chiederò alla magistratura di fare accertamenti. Oltre al danno economico per me, c’è un danno per tutta la città: il Dolly è un bar storico, centrale, vederlo chiuso è veramente triste».

DEGRADO

“Mantenete in vita lo storico bar Dolly”, si legge su uno dei cartelloni di protesta. «Va mantenuto in vita anche per cercare di contrastare il degrado in questo punto del centro – aggiungono alcuni ex dipendenti – d’altronde tutti conoscono la situazione del palazzo Grande: lo spaccio, le risse, il caos, le siringhe che ogni mattina spuntavano all’esterno del bar. Se negli ultimi anni ci fossero stati più controlli delle forze dell’ordine, forse tutti quei furti non ci sarebbero stati». In ogni caso il 19 settembre, venti giorni fa, c’è stato lo sfratto e i sette dipendenti sono rimasti senza lavoro. «Ci siamo incatenati alla porta del bar anche per sensibilizzare la città – chiudono – speriamo che i proprietari del fondo capiscano la situazione e consentano a Basile di riaprire, altrimenti sarà dura sia per lui che per noi».

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