Il Tirreno

Livorno

l’intervento 

Lenzi difende la mostra «Solo opere originali per celebrare Modì»

Lenzi difende la mostra «Solo opere originali per celebrare Modì»

A gennaio il convegno sulle origini e la formazione del pittore «Chi vuol conoscere Modigliani dovrà venire a Livorno»

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livorno. «L’amministrazione non intende esporre alla mostra le tre teste attribuite a Modigliani dallo studioso Carlo Pepi, e appartenenti a collezionisti livornesi rappresentati dall’avvocata Cristina Cerrai», dichiara l’assessore alla cultura Simone Lenzi.

«In primis non è possibile aggiungere all’esposizione opere non scelte dal curatore Marc Restellini. In secondo luogo l’amministrazione non ha, né potrebbe avere, alcuna opinione circa l’attribuzione delle sculture in oggetto, essendo questa materia che attiene la comunità internazionale degli studiosi d’arte», chiarisce l’assessore.

Poi Lenzi risponde all'interpellanza del capogruppo di Fratelli d'Italia Andrea Romiti discussa in settima commissione: «La scelta delle due collezioni Netter e Alexander, al riparo da qualsiasi dubbio di autenticità, è un modo per tutelare l’amministrazione».

Alla base dell’interpellanza, la denuncia penale che – sostengono Romiti e Lega – “Il Sole 24 Ore” avrebbe sporto contro Rastellini. «Non esiste nessuna denuncia penale da parte del quotidiano. Questi sono argomenti pretestuosi, che in ogni caso non riguardano minimamente l'amministrazione e la società con cui ha firmato il contratto della mostra», ribatte l’assessore, aggiungendo che Restellini è a disposizione per parlare con i consiglieri a proposito di qualsiasi chiarimento: «Il mio consiglio è di tenersi lontani da beghe che non ci riguardano, ciò che invece ci riguarda da vicino è l'occasione che ha Livorno di entrare in un circolo più ampio e fare pace con un nostro illustre concittadino».

Infine Lenzi proclama: «Il 23 gennaio si terrà un convegno su Modigliani livornese, sulle sue origine ebraico-sefardite e sulla sua formazione. La mostra dev’essere quindi un volàno per iniziare a parlare di Modigliani livornese. In pratica siamo all'inizio di un percorso, alla fine del quale la città diventerà il fulcro di tutti coloro che vorranno approfondire la figura di Modì. La mostra, di valenza internazionale e universalmente riconosciuta, è solo la partenza. È necessario rivalutare le origini di Amedeo Modigliani – conclude–. Non facciamoci strumentalizzare da interessi particolari e di parte». —



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