Il Tirreno

Livorno

Gli studenti del Classico: il nostro super compagno

Simone Fulciniti
Il liceo Niccolini Guerrazzi
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Il liceo Niccolini Guerrazzi

In pochi sanno che l’artista frequentò il ginnasio al Niccolini Guerrazzi ma in quinta non manca l’entusiasmo per valorizzare la sua figura

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LIVORNO. Al liceo classico Niccolini Guerrazzi Amedeo Modigliani non è affatto uno sconosciuto. In pochi sanno, però, che fu un “loro compagno”. E, in ogni caso, l’entusiasmo di fare e sapere di più sull’artista non manca sia da parte dei ragazzi di quinta che dai docenti come l’insegnante di filosofia Maria Antonietta Monaco.. «So che Modigliani era nato e cresciuto a Livorno ma non che avesse frequentato la mia scuola - spiega Lucia Meoni - Sono molto appassionata d’arte e, nonostante capisca l’innovazione che porta nel movimento, non mi è familiare e non mi piace più di tanto. Non mi trasmette quanto altri. Andrò senz’altro alla mostra in quanto ritengo che sia un fatto importante per la città, la renderà più famosa nel campo dell’arte. E comunque dobbiamo valorizzare il nostro museo». «Anche io sapevo soltanto che Modigliani era nato a Livorno, a fine 1800, ma non ero a conoscenza che fosse stato un mio vecchio compagno di scuola - aggiunge Andrea Camiciotti - Un artista particolare, difficile da interpretare a prima vista, non ho mai avuto la fortuna di vedere un suo quadro dal vivo, né di studiarlo a scuola. Conosco qualche aneddoto raccontato dai professori o dai genitori, nulla di più. Cercherò di approfondire, andando vedere la mostra a novembre».

«Una notizia che mi fa piacere - commenta Tommaso Isolani - una soddisfazione sapere che Modigliani sia stato un vecchio all’allievo del liceo. Una cosa che tutti i ragazzi dovrebbero sapere, uno sprint in più per credere nella scelta che hanno fatto. Mettere una targa, in questo senso, sarebbe cosa buona. Conosco la sua arte, vidi l’esposizione di Pisa. Non è uno dei miei preferiti, ma mi piace».

«Sapevo di altri illustri livornesi che avevano frequentato il classico - aggiunge Stefano Vuoto - ma non di Modigliani. Premettendo di non essere un grande appassionato di arti visive, tuttavia a scuola mi è capitato di studiarlo e mi ha sempre impressionato la visione personale che si vede nei quadri. Non seguiva schemi o canoni in voga ai suoi tempi dando sempre una connotazione particolare a quello che aveva intorno. Non sapevo della mostra: adesso che lo so, ci vado di sicuro». «Sapevo di Modigliani al Classico - dice Leonardo Niccolai - me lo disse mio nonno che era un grafico, e sapeva parecchio di arte. Non ero a conoscenza invece della mostra e credo che ci andrò, anche se non mi ha mai colpito più di tanto, almeno a livello visivo. Non mi suscita le emozioni, che altri, specie i dadaisti, riescono a suscitarmi. Importante farlo conoscere a Livorno, al pari di Mascagni e Fattori, personaggi di fama internazionale che danno lustro».

«Ne ero a conoscenza, anche se lui è uno dei personaggi dei quali si parla meno tra quelli che sono passati per la mia scuola - spiega Lorenzo Genovesi - Forse perché ha frequentato soltanto il ginnasio. Dovremmo fare qualcosa per metterlo in evidenza, così come abbiamo fatto con gli altri personaggi che hanno partecipato in modi diversi alla storia del liceo. In un periodo nel quale si stanno perdendo i valori di questa istituzione, potrebbe rivestire un’importanza fondamentale riscoprire le vicissitudini dell’artista. Non è uno di quelli che preferisco, ma lo stimo perché incarna quello spirito di una Parigi ormai perduta. Sapevo della mostra ed avevo già messo in conto di andarci. Penso che per Livorno sia fondamentale rilanciarsi a livello culturale». —


 

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