Il Tirreno

Livorno

la provveditrice 

Frasi razziste in classe, «in queste situazioni serve la massima cautela per non essere fraintesi»

Francesca Suggi
Frasi razziste in classe, «in queste situazioni serve la massima cautela per non essere fraintesi»

La dirigente dell'Ufficio scolastico sul caso dell'indagine aperta al liceo Cecioni contro una professoressa

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LIVORNO. «In situazioni di episodi riportati, in questo caso dagli studenti ai genitori, serve sempre la massima cautela: bisogna stare attenti ad evitare fraintendimenti». Ritiene la premessa doverosa la dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Donatella Buonriposi. . Rispetto all’istruttoria aperta al liceo Cecioni di via Galilei, dice che il dirigente Andrea Simonetti si prenderà il tempo per verificare tutti gli elementi e valutarne la gravità, o meno.

«Tutto va valutato e verificato nei minimi dettagli: è una questione delicata che se dovesse corrispondere a verità sarebbe grave», continua.

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Da quando Donatella Buonriposi è alla guida dell’ex Provveditorato di via Galilei, ovvero dal marzo scorso, per lei è il primo caso del genere. Ne ha trattati a Massa e a Lucca, ma in città no.

«Tecnicamente funziona così: se il dirigente ritiene il caso particolarmente grave per cui si prevedono più di 10 giorni di sospensione dal servizio del docente, allora la questione passa d’ufficio di competenza dell’Ufficio scolastico provinciale». E ancora: «Se anche per noi la gravità viene ritenuta molto importante chiediamo l’intervento degli ispettori ministeriali». Per quanto riguarda il caso specifico, Buonriposi fa una sua riflessione. «Mi viene da dire - commenta - che se una professoressa veramente ha detto quelle cose, quelle frasi in quei termini, e quindi se fosse stata così convinta, le avrebbe anche confermate». E ribadisce che «in queste situazioni bisogna stare attenti a non fraintendere. Per questo serve un’istruttoria». Come Ufficio scolastico ci tiene a chiarire un punto, rispetto ai piani dell’offerta formativa di ogni scuola. «Ogni istituto ha un suo pof - va nei dettagli - e all’interno del piano c’è l’insegnamento di “costituzione e cittadinanza”, le istituzioni scolastiche sono chiamate dal Miur a organizzare le proposte didattiche in modo da inquadrarle nella cornice di senso e significato della cittadinanza, quindi non si possono smettere di fare». E chiude: «Capisco che la professoressa messa sotto accusa come prima reazione possa dire di non voler trattare più temi della modernità, ma sono sicura che si è trattato di una esternazione di una persona provata dagli episodi che la vedono in questo momento coinvolta».



 

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di Redazione web