Gioco
Una questione affettiva cosa si cela dietro l’acquisto
Giorgio Guastalla decise di comprarla perché sua nonna era un’allieva nella scuola di francese aperta da Eugenia Garsin
LIVORNO. La casa fu acquistata da Giorgio Guastalla nel 1984 per una questione prettamente affettiva. Infatti tra gli allievi della citata scuola di lingua francese Garsin, tenuta dalla madre di Amedeo, c’era anche la nonna di Giorgio. Una curiosità interessante, di cui ben pochi sono a conoscenza. E la tradizione dei bambini che corrono per casa con lo scopo di imparare qualcosa è proseguita nel tempo. «Nella fase invernale - spiega Gilda Vigoni - facciamo dei laboratori, dedicati ai più piccoli, chi animano le stanze e si divertono molto”. Alle pareti sono appese opere di autori più o meno noti, tra i quali si riconosce un Dario Ballantini , che hanno inteso col loro lavoro omaggiare il maestro.
Tra le perle ci sono i pavimenti, in gran parte originali. «In cucina purtroppo, si è deteriorato - spiega Vigoni - Ma nelle altre parti, risplendono ancora meravigliosamente. Quando vengono gli architetti americani, impazziscono per la bellezza del pavimento del salotto, quello fatto a scacchiera. Anche il fratello del vescovo lo ama molto, perché ricorda di averne avuto uno simile a casa quand’era ragazzino». Un bianco e nero forte, che sembra scendere, quasi fosse una scala, in profondità; una sorta di Escher prima maniera. «Un’altra cosa che colpisce chi viene da fuori sono i vetri sottili, ormai un’assoluta rarità», spiega ancora la custode. C’è anche un terrazzino, che si affaccia sul giardino, una volta parte integrante della casa. Così come l’appartamento che si trova al piano di sopra, oggi privato dove non ci abita nessuno. Guardandosi attorno si notano altre cose interessanti, tra cui le pagelle del giovane Dedo. «La parte preferita dagli insegnanti - conclude Vigoni - , che si fermano a valutarle. Deformazioni professionali». —
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