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Livorno

i primi investimenti 

Effetto Greta tra le imprese combustibile verde in attesa del sogno “emissioni zero”

M.Z.
Effetto Greta tra le imprese combustibile verde in attesa del sogno “emissioni zero”

Il prossimo gennaio entrerà in vigore il regolamento che obbliga all’utilizzo di carburante a basse emissioni di zolfo

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MESSINA. L'effetto Greta si materializza perfino in una assise di imprese della logistica: accade all'Euromed, la convention annuale del gruppo Grimaldi, un colosso internazionale che ha varcato la soglia dei 3 miliardi annui di fatturato e che ha nel porto di Livorno uno degli snodi-chiave del proprio sistema.

C'è il sogno dichiarato di arrivare a navi con zero emissioni ma intanto, dice Emanuele Grimaldi, presidente del gruppo armatoriale, c'è un programma di investimenti per adeguarsi alla svolta annunciata per il prossimo gennaio, quando entrerà in vigore il nuovo regolamento Imo che obbliga a utilizzare il combustibile a basse emissioni di zolfo (0,5%): una norma della quale la gran parte degli armatori chiede lo slittamento perché comporta ingenti interventi. Detto per inciso, è da segnalare che l'arma torre napoletano ha denunciato il rischio di speculazioni sui carburanti a basso tasso di zolfo, praticamente spariti in queste ultime settimane.

Grimaldi ha annunciato che "101 navi della nostra flotta sulle 130 totali" avranno presto gli "scrubber", cioè una sorta di marmitta catalitica che depura i gas di scarico. Utili anche - è una novità allo studio - anche per inserire in seguito nel ciclo di depurazione particelle micro plastiche e metalli pesanti presenti nell'acqua del mare

A ciò si aggiunga l'annuncio riguardante l'arrivo di nuove navi "verdi": 12 per il trasporto di camion e trailer via mare (ro-ro) e 5 "pctc" (car-truck carrier). Ed è in corso la gara per far costruire 2 navi ro-pax (misto merci-passeggeri) da impiegare sulle rotte del Baltico: avranno "il più grande impianto di mega-batterie al litio mai montato a bordo di una nave".

E l'ipotesi di ridurre lo smog delle navi grazie all'uso di gas Lng? Grimaldi dice che c'è un ventaglio di opzioni per ridurre le emissioni, ma dal punto di vista strategico non lo convince l'idea di puntare sul gas: "Resta pur sempre un combustibile fossile, dunque non ci fa fare il salto verso la decarbonizzazione: c'è il rischio che quando saranno pronti sia il sistema di approvvigionamento sia i propulsori delle navi, scopriremo che è già superato dalle nuove tecnologie all'idrogeno"

Ma un Grimaldi, il figlio Guido, è anche alla guida di Alis, l'organizzazione che raggruppa il mondo dell' "intermodalità sostenibile", cioè imprese di logistica, autotrasportatori, autorità portuali e centri universitari: è un fronte di operatori che, "attraverso l’intermodalità mare-ferro, ha favorito l’imbarco su direttrici intermodali e di cabotaggio nazionale e internazionale, superiori ai 600 km, di 2,7 milioni di camion

sottraendo 70 milioni di tonnellate di merci dalle strade e abbattendo così le emissioni di Co2 di 2,2 milioni di tonnellate". È emerso nel dibattito che ha visto coinvolti, oltre a Grimaldi junior, figure come Mauro Coletta, che al ministero delle infrastrutture è direttore generale di settore e come Massimo Deiana e Pietro Spirito, ai vertici l'uno dell'Authority sarda e l'altro di quella napoletana. —

M.Z.



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