Il Tirreno

Livorno

i commercianti DOPO L’IPOTESI DEL SINDACO 

«Mercatino, torni in piazza XX ma gratis»

Gianni Tacchi
«Mercatino, torni in piazza XX ma gratis»

I titolari sono favorevoli al trasferimento nella sede originaria senza spese. «Abbiamo già pagato tanto in questi anni»

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LIVORNO. Il centro commerciale naturale di piazza XX ha presentato un progetto per «riportare a casa il Mercatino americano», il sindaco Luca Salvetti ha aperto a questa opzione e c’è stato anche un incontro tra le parti per iniziare a discutere della proposta. Ma i banchi sono d’accordo? Due anni fa si divisero tra chi voleva restare alla Stazione marittima e chi spingeva per la soluzione piazza XX Settembre, stavolta invece sembrano più uniti: il ritorno nella collocazione originaria convince di più rispetto al 2017, anche perché a novembre scade la concessione dell’Autorità portuale per quell’area in via della Cinta Esterna e quindi il futuro è un punto interrogativo. C’è però un ostacolo, un paletto di natura economica.

«Noi siamo favorevoli a tornare in piazza XX - dicono quasi tutti gli esercenti - a patto che il trasferimento sia a costo zero, d’altronde nel corso degli anni abbiamo buttato via migliaia di euro: c’è chi prima ha comprato il banco in piazza XX, poi ha tirato fuori soldi per demolire la vecchia baraccopoli e smaltire i rifiuti, quindi ha speso altri 25-30mila euro per costruire la nuova baracchina alla Stazione marittima. Ora basta, ora tocca al Comune». OK IL RITORNO, PERÒ… In via della Cinta esterna sono meno di 20 - su 39 - i banchi ancora aperti, con la conseguenza di un Mercatino pieno di saracinesche abbassate e tutt’altro che invitante. «La situazione è questa, come si può essere contrari a un ritorno in centro?», si chiede Fabrizio Giovannelli, titolare di un banco di abbigliamento. «Tornare in piazza XX - prosegue Giovannelli - aiuterebbe noi e al tempo stesso arricchirebbe quella zona, anche perché il progetto del nuovo Mercatino americano prevede chioschi, un’area food e spazi per eventi. Niente baraccopoli come una volta e niente container come oggi, ma una struttura moderna. Chiediamo però un progetto low cost e tempi brevi». Ed è d’accordo anche Patrizia Nardini, che gestisce un banco di abbigliamento vintage sul lato del varco Fortezza: «Il Mercatino è sparito dalla memoria dei livornesi, tornando in piazza XX Settembre potrebbe riacquistare la sua cittadinanza. Io sono favorevole, ma non voglio tirare fuori un euro: sono stanca». «Qui siamo abbandonati - attacca Luana Bonomo tra gli scaffali del suo banco di abiti made in Italy - un trasferimento a costo zero mi sembra impossibile, ma comunque vediamo: di sicuro può essere una soluzione per il futuro, qualcuno pensi però alla sicurezza perché nella vecchia baraccopoli c’erano spaccio, risse e caos».

COME RIPARTIRE Due volti storici del Mercatino americano sono quelli di Piero Salvini, “Capello” per tutti, e Fausto Moretti, arrabbiati per come sono andate le cose alla Stazione marittima: sul ritorno in piazza XX hanno delle perplessità, ma comunque aprono con decisione a questa ipotesi. «All’inizio - raccontano Salvini e Moretti, con il primo che ha rassegnato le dimissioni da presidente del consorzio Mercatino americano - questa location sembrava perfetta sotto ogni punto di vista: ci garantirono per esempio l’accesso diretto dei turisti scesi dalle navi, qualcosa che invece non si è mai verificato. Un altro punto di forza poteva essere il parcheggio, ma quello lato Fortezza è chiuso e l’altro è sempre occupato da chi prende il traghetto, chi abita nella zona e chi va in Venezia a seguire le varie manifestazioni. A questo punto tornare in centro può essere la soluzione per ripartire, limitandoci però a pagare un affitto minimo, il suolo pubblico e le utenze: per spostarci non vogliamo spendere». «Fra l’altro - chiude Giovannelli - un trasferimento coinvolgerebbe solo 10-15 esercenti, visto che alcuni banchi sono chiusi e altri sono gestiti da persone anziane che stanno per lasciare il commercio: mi sembra il numero ideale per costruire una struttura accogliente in piazza XX». —

Gianni Tacchi

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