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Frasi razziste in classe l’episodio gira in chat ma il preside lo nega
LIVORNO. Frasi razziste in classe, pronunciate da una professoressa. In un istituto superiore cittadino. Ad esprimere il suo sdegno per l’accaduto una mamma-insegnante. Lo fa con un messaggio scritto su WhatsApp che, in un batter d’occhio, fa il giro delle chat di tanta parte del mondo scolastico livornese. Adulti e studenti. E diventa di dominio pubblico. Nello sfogo della madre si parla di un episodio circostanziato che riguarda una docente. Durante l’ora di lezione. Davanti a sua figlia e ad una classe intera. La prof, parlando di migranti, li avrebbe accusati di “rubare il lavoro” e di “delinquere più degli altri”. Nel racconto sdegnato della madre si parla di tre ragazze della classe che si sarebbero alzate in piedi per dissentire, mentre il resto delle classe le prendeva in giro e la professoressa avrebbe riso... L’indignazione è totale. «Ti massacri le corde vocali come mamma e come insegnante per inculcare ai tuoi figli e a quelli degli altri che la razza umana è una sola», scrive ancora la donna su WhatsApp.
La vicenda però è tutta da verificare. Il Tirreno la racconta perché negli ambienti scolastici si è amplificata col passare delle ore. Ma in assenza di denunce e di segnalazioni alle autorità competente, evita di rendere riconoscibili i presunti protagonisti e la scuola dove il fatto sarebbe accaduto.
Il Tirreno chiama il preside della scuola che sarebbe coinvolta: confronta con lui il messaggio. Questo succede in tarda mattinata. «A me non risulta niente di tutto ciò, adesso non sono a scuola, ma nessuno dei miei collaboratori mi ha informato di questo: comunque verificherò con la classe e se effettivamente è accaduto qualcosa mi confronterà con il docente. Le chat e i social sono fuori ogni controllo della scuola, noi certo non possiamo monitorarli». Parla la Provincia. « Non abbiamo alcuna competenze rispetto alle vicende interne delle scuole - chiude il vicepresidente Pietro Caruso - Se l’ episodio fosse vero ci troveremmo davanti ad un fatto grave che mi addolorerebbe come uomo. La scuola dovrebbe anche insegnare l'educazione, il rispetto del prossimo e delle istituzioni, la legalità, la verità». —
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