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Esercenti accettano il ticket lungomare «Ma così gli affari subiranno un calo»

Simone Fulciniti
Esercenti accettano il ticket lungomare «Ma così gli affari subiranno un calo»

«Ce l’attendevamo, il timore è che la gente non si fermi»  E c’è chi auspica una convenzione almeno per chi ci lavora 

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LIVORNO. Una passeggiata lungomare, che comincia da barriera Margherita, ed arriva fino al “Gabbiano”. Più o meno lo stesso tratto che potrebbe esser presto interessato dai nuovi stalli blu, come da precisa richiesta al Comune da parte di Tirrenica Mobilità. La giornata è bellissima, il panorama da cartolina.

Durante il percorso si incontrano numerose attività, e non è difficile cogliere l’occasione per ascoltare il parere degli esercenti, su questa nuova e spinosa tematica.

«Una volta venire sul mare era gratuito – afferma Lara Viganò, della baracchina La Vela – e quindi una passeggiata da queste parti era alla portata di chiunque. Uno prendeva la sua macchina, si portava lettino ed ombrellone, e passava qualche ora tranquillo. Adesso – riprende Viganò – è diventato un problema; e non solo per noi che abbiamo attività commerciali. Un limite importante per una bella fetta della cittadinanza. Non tutti possono permettersi di pagare un parcheggio quotidiano. Ero già contraria per la prima parte del viale: mi hanno detto alcuni amici, che i bagni Tirreno, per esempio, in fatto di abbonamenti ne hanno molto risentito. Sono certa che perderemo tanta gente di passaggio, quella che magari potrebbe ferma giusto il tempo per prendersi un caffè».

Anche Carlo Ceselli, dell’Ostricaio, è piuttosto scoraggiato. «Avendo noi un’altra attività sul viale Italia al numero civico 20, cioè la friggitoria l’ostriconda, – spiega – abbiamo già tastato con mano i danni che recano gli stalli blu: un grande calo del lavoro. Immaginarli anche qui, non è che mi faccia piacere. Purtroppo, mi pare di aver capito che sia una cosa inevitabile, e quindi ce li prenderemo con appresso le conseguenze che ne deriveranno. Mi auguro che abbassino le tariffe, almeno per noi dipendenti, che, con le tariffe attuali, andremmo a pagare 5 euro al giorno. Se le moltiplichiamo per il mese, è facile accorgersi che sparirebbe parecchio stipendio. Sarebbe onesto fornirci qualche agevolazione». Si arriva davanti alla Baracchina Rossa, e ci si pone dinanzi in tutto il suo spendore. «In una città ormai piena di stalli blu – sottolinea Massimiliano Caleo –, questa era rimasta una delle ultime oasi felici. Il cittadino è sempre più tartassato: alla lunga, ci abitueremo, come succede sempre. E per questa ragione mi auguro che il lavoro non subisca flessioni. Noi parcheggiamo già nelle strade interne, per lasciare più possibilità al cliente; quindi a livello personale, non avvertiremo differenze. Sono ovviamente contrario, ma allo stesso tempo immaginavo che prima o poi sarebbero arrivati fin qui. Speriamo ci ripensino».

Nicola Falleni, è tra responsabili dello chalet della Rotonda. «Potrebbe avere una doppia ricaduta – sostiene-. Negativa, in quanto la gente, al pensiero di pagare il parcheggio, potrebbe decidere più spesso di quanto non si creda di restarsene a casa. Positiva, nel senso che il ricambio continuo, garantirebbe posti più facili da intercettare ad ogni orario. Tuttavia la posizione dei locali verrebbe leggermente screditata, specie questa zona terminale, che nel corso della settimana è di per sé meno frequentata rispetto ad una zona più centrale». Riccardo Ganni, numero uno dei bagni Lido, si fa delle domande. «Me lo aspettavo. In tutti i comuni toscani, dal grossetano fino a Massa Carrara si paga. Però, come non capii tempo fa perché si fermarono alla Baracchina Bianca, non capisco adesso perché si fermino alla Rotonda. Potevano proseguire fino ad Antignano Miramare, magari arrivando al Romito? A questo punto potrebbe essere più equo mettere tutta la linea sullo stesso piano. E magari mantenere il pagamento valido soltanto per la stagione estiva».

Chiude il cerchio Armando Neri, uno dei gestori dei bagni Fiume. «Non sono d’accordo oggi, ma non lo ero neppure prima. E non capisco come mai dopo cento anni in cui il lungomare è stato libero, si sia dovuto portare a pagamento. Può essere che manchino soldi per rendere virtuosa la città in altri settori. Ho apprezzato l’idea di poter abbassare il prezzo del ticket, punto che la precedente amministrazione considerava intoccabile. Occorre pensare alle famiglie livornesi, a coloro che vengono al mare tutti i giorni per quattro mesi. Noi gestori degli stabilimenti balneari, abbiamo creato dei luoghi per le ferie dei concittadini e cerchiamo sempre di venire incontro alle esigenze dei clienti». –

Simone Fulciniti



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