Gioco
Nuova viabilità in Venezia per la mostra di Modì: il quartiere si divide
Livorno, residenti e negozianti soddisfatti a metà dopo il confronto sulla mostra. Sturla non arretra: «Porta malessere». Falsone positiva: «È un evento top»
LIVORNO. Quando la rappresentanza comunale termina l’esposizione delle soluzioni pensate per limitare i disagi, la parola passa ai residenti, che a turno esprimono le proprie opinioni. La partenza è piuttosto polemica, pirotecnica. I primi a parlare sono coloro che meno condividono le opzioni dell’amministrazione, sopratutto quella relativa allo sgombero della piazza. C’è chi parla di scelte insensate, chi minaccia proteste e barricate, chi prova con veemenza a far capire quali sono i disagi che verranno creati ai grandi e ai piccini. Il sindaco Luca Salvetti ribatte colpo su colpo, respingendo le accuse con forza e decisione.
L’atmosfera incandescente, pian piano si placa: attraverso il dialogo si cominciano a fare proposte concrete, a suggerire idee, e gran parte dei presenti comprendono che quest’occasione potrebbe essere la svolta che consente al quartiere di fare un deciso passo in avanti. «Quello che interessa maggiormente a noi della Venezia – dichiara Lisa Brucioni, al termine – è la sicurezza, oltre ai parcheggi. Perché abbiamo il diritto di stare tranquilli e di dormire la notte. Auspico che questo incontro sia servito a sensibilizzare la giunta su questi temi delicati. Il quartiere deve tornare ad essere dei veneziani, non in mano a certa gentaglia che non ci fa più vivere. Spero che la circostanza, possa essere il punto di partenza per un miglioramento generale delle cose».
Tra i più arrabbiati Sergio Sturla, che non cede un millimetro. «Non sono soddisfatto: la mostra di Modigliani porterà anche cose buone a Livorno. Ma porta malessere per chi vive in Venezia. Noi per 365 giorni l’anno subiamo di tutto: non è ancora finita la festa del ridicolo, che già si parte con questa. I miei figli non potranno più venire a trovarci, perché non sapranno dove parcheggiare. Non viviamo più la notte, ci sono locali che fanno ubriacare ragazzini di quindici anni. Togliere le macchine dalla piazza non mi convince per niente. Ci sarebbero altre alternative – che abbiamo proposto – e che a mio giudizio sono perfette».
Più pacato Adriano Tramonti, titolare della Ponceria. «A mio giudizio la mostra di Modì, è l’olimpiade di Livorno. Un faro acceso sul quartiere, che prevede un forte investimento. Un inizio per trovare i giusti equilibri tra le parti, e risolvere gli annosi problemi, come la malamovida, che è dannosa per tutti, residenti e commercianti. Trovo molto positivo il fatto che il sindaco abbia convocato quest’assemblea».
Tramonti parla di geolocalizzazione dell’arrabbiatura. «Gli infervorati, sono quelli più colpiti dalla movida: la zona che parte dal Luogo Pio e si sviluppa per forte San Pietro e zone limitrofe. Lì c’è davvero un grosso problema, che deve essere risolto per il bene di tutti». Positiva anche Vania Falsone. «Esco contenta da quest’incontro. Avere un’esposizione di quel calibro sotto casa, è il top. Livorno ha tanto bisogno di fare cultura. Il pensiero di affacciarmi alla finestra e trovare una piazza come quella descritta dal sindaco, mi piace tantissimo. Da residente, perderei la comodità di parcheggiare. Le soluzioni alternative di parcheggio sono interessanti, a patto che si rispettino le regole e che vengano effettuati controlli su coloro che hanno diritto al posto macchina. Cosa che finora non è mai successa, a causa di numerosissimi infiltrati». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
