Il Tirreno

Livorno

Tari 2018, in arrivo 10mila accertamenti: ecco come evitare la sanzione più alta

Juna Goti
Tari 2018, in arrivo 10mila accertamenti: ecco come evitare la sanzione più alta

Livorno, il Comune scrive ad aziende e famiglie per recuperare gli 8 milioni non pagati. Si può ancora fare il ravvedimento operoso 

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Le prime lettere sono già state inviate alle utenze non domestiche, in altre parole alle imprese, partendo però da chi deve saldare gli importi più alti. Ma nelle prossime settimane toccherà alle famiglie: dal Comune sono in arrivo più di 10mila atti di accertamento indirizzati a tutti quei livornesi che lo scorso anno non hanno pagato la Tari, ovvero la tassa sulla spazzatura.

Tecnicamente parliamo degli omessi versamenti Tari 2018, per un totale di circa 8 milioni di euro (a fronte dei 30 milioni che invece sono stati incassati regolarmente). Gli uffici guidati dal dirigente Alessandro Parlanti sono già al lavoro per recuperarli: in tutto 4.340.000 euro per le utenze non domestiche (1.957 atti) e 3.390.000 euro per le utenze domestiche (in tutto 10.179 atti di accertamento).

Le prime lettere sono già state inviate nel corso del mese di settembre: un primo blocco di 300 atti che riguardano le utenze non domestiche per un valore di 2.269.474 euro. Il municipio ha infatti deciso di partire dal recupero – o almeno dal tentativo di recupero – delle somme più alte: la grande azienda che non ha pagato la Tari, quindi, dovrebbe ricevere l’atto di accertamento prima del piccolo negozio di quartiere.

Quanto alle famiglie, le lettere del Comune con i modelli F24 da pagare, arriveranno a blocchi da qui alla fine dell’anno e comunque non oltre febbraio, visto che a marzo è già prevista l’emissione degli omessi versamenti Tari 2019.

Su questi atti viene applicata la sanzione del 30 per cento: chi ha già ricevuto l’accertamento o lo riceverà può sempre chiedere la rateizzazione (si può scaricare la domanda dal sito del Comune, nella sezione dedicata ai tributi).

Ma attenzione: è possibile evitare la maxi-sanzione giocando di anticipo, come consigliano di fare dallo stesso Palazzo Civico. Chi sa di non avere pagato la Tari nel 2018 può infatti sanare la propria situazione facendo il ravvedimento operoso e pagando così una sanzione del 3,75 per cento. Anche in questo caso è possibile andare sul sito del Comune, nella sezione dedicata ai tributi, e accedere attraverso la pagina “Tares-Tari” al ravvedimento operoso: in questa pagina il contribuente, indicando l’importo e il periodo dell’omesso versamento, può calcolare la somma dovuta e il sistema in automatico permette di stampare il modello F24 per il pagamento. Per le informazioni del caso ci si può comunque rivolgere agli uffici di piazza Civica.

In ogni caso occhio ai tempi, perché entro il primo semestre del 2020 gli uffici invieranno tutto all’Agenzia delle entrate e riscossione e chi non si sarà ancora messo in regola (pagando tutto o rateizzando) vedrà lievitare spese di riscossione e interessi. —



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