Il Tirreno

Livorno

Parlano gli operatori 

Per gli alberghi l’effetto è a metà È un turismo solo mordi e fuggi

G.T.

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LIVORNO. C’erano tanti livornesi, ormai legati a questo festival così particolare e affascinante, e c’erano tanti spettatori da varie zone della Toscana per una giornata diversa dal solito, rientrati a casa dopo cena.

«Il classico turismo mordi e fuggi», taglia corto chi ha vissuto il “Senso del ridicolo” da vicino nell’ultimo fine settimana. E infatti gli alberghi della città non si sono riempiti. «Noi avevamo soltanto una prenotazione legata al festival, tutte le altre erano per i traghetti», dice Michele Caciagli dalla reception dell’hotel Europa, in via dell'Angiolo. «La manifestazione è sicuramente carina ma poco pubblicizzata fuori città: insistere sul marketing potrebbe portare più visitatori al festival e di conseguenza farebbe comodo anche a noi».

«Qualche prenotazione in più c’è stata – interviene Stefano Parra, dipendente dell’hotel Giappone di via Grande – ma non so se legata alla manifestazione in Venezia o alle partenze dei traghetti. È stato un buon weekend, quello sì, ma niente boom».

E neanche sul lungomare c’è stato il tutto esaurito per il “Senso del ridicolo”, come spiega per esempio Massimiliano Sbarra dell’hotel Gennarino: «Non abbiamo visto alcun incremento, a livello numerico c’era la solita clientela».

È invece soddisfatta Silvia Izzo, titolare dell’hotel Ariston di piazza della Repubblica, dove c’è stato «un gran numero di camere prenotate grazie anche alla nostra posizione così strategica per vivere il festival».

«Stiamo parlando di una manifestazione bella, interessante: qui – prosegue Izzo – viene gente a dormire fin dalla prima edizione, non solo turisti ma anche giornalisti e persone che orbitano intorno al festival. Ora c’è un appuntamento ancora più importante come la mostra su Modigliani: noi abbiamo già tante prenotazioni, eventi del genere sono fondamentali soprattutto fuori stagione, in autunno e inverno».

Al Gran Duca alloggiavano invece gli artisti e lo staff del “Senso del ridicolo” per una trentina di camere occupate, «numeri davvero ottimi per un periodo del genere», come sottolinea il titolare Gianni Vignoli, che da presidente dell’Associazione albergatori di Livorno si rivolge agli organizzatori: «Da noi sono venuti gli addetti ai lavori, niente turisti. E questo è un dato da tenere in considerazione quando si parla di turismo, perché gli spettatori del “Senso del ridicolo” sono livornesi o toscani che non si fermano a dormire in città». Po rincara: «Forse per attirare gente da altre regioni bisogna lavorare di più a livello di comunicazione, di pubblicità. Di sicuro il festival è molto interessante e ha grosse potenzialità». —

G.T.



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