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Rivoluzione corsi di studio, Il Provveditorato sul trasloco degli indirizzi: «Puntare sulla qualità e non sulla quantità»

Francesca Suggi
Rivoluzione corsi di studio, Il Provveditorato sul trasloco degli indirizzi: «Puntare sulla qualità e non sulla quantità»

Livorno, Donatella Buonriposi sostiene la proposta della Provincia. «Non c’è solo un problema di spazi, è un input ministeriale»

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LIVORNO.  «Oggi le scuole devono puntare sulla qualità dell’offerta formativa, non sulla quantità dei corsi di studio: è lo stesso Ministero dell’istruzione che ha dato l’input alla Regione e quindi agli Uffici scolastici di ridurre i cosiddetti indirizzi doppione». La numero 1 dell’Ufficio scolastico provinciale, Donatella Buonriposi guarda alla Proposta avanzata dalla Provincia ai dirigenti scolastici delle scuole superiori cittadini e ne spiega il senso. Far traslocare corsi di studio (Linguistico dal liceo Enriques al liceo Cecioni e Scienze Umane dal Cecioni al liceo Niccolini Palli) da un istituto all’altro, e quindi “cedere” classi e studenti, a detta sua, è cosa buona e giusta.

Provveditrice lei sostiene che in questo modo si andrebbe a privilegiare la qualità dell’offerta formativa. I dirigenti coinvolti dicono, invece, che si andrebbe a ridurne la pluralità e a cancellare la libera scelta da parte di famiglie e alunni.

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«Le posizioni di alcuni dirigenti mi sembrano un po’ pretestuose: diciamo che negli anni è accaduto che pur di raccogliere iscrizioni i presidi si sono ingegnati e impegnati ad attivare corsi di studio in alcuni casi doppione. Ed è proprio questo aspetto che andrà riorganizzato per migliorare l’offerta formativa».

Se ci fosse stato a disposizione l’istituto di via Calafati in grado di ospitare oltre 300 studenti, oggi chiuso per problemi di sicurezza e in attesa di lavori che si concluderanno non prima del 2021, secondo lei sarebbe stata avanzata la stessa proposta di razionalizzazione degli indirizzi?

«Ripeto che si tratta di un input che arriva dal Ministero: che a Livorno ci sia un problema di spazi può anche darsi, se in passato non è stata fatta una adeguata politica nel campo dell’edilizia scolastica, non vuol dire che anche oggi bisogna continuare a sbagliare. Oggi la Provincia sta facendo un lavoro serio su questo tema».

Parlando di indirizzi doppione, il Linguistico del liceo Enriques con indirizzo Orientale non ha certo le stesse caratteristiche dello stesso indirizzo del Cecioni.

«Se il liceo Enriques ha l’indirizzo Orientale, niente vieta che si sposti al Cecioni: si tratta sempre di un indirizzo Linguistico che può soddisfare le scelte degli studenti ugualmente».

Lei, quindi, sostiene la proposta della Provincia in toto. E l’identità di ogni singola scuola, costruita negli anni, dove la mette?

«Come ha detto la stessa Provincia si tratta di un’ipotesi da cui far partire un percorso di confronto e condivisione con i singoli dirigenti scolastici. Niente è ancora deciso. Siamo aperti a tutti i possibili suggerimenti e alle contro-proposte che ci verranno manifestate. A breve incontreremo i dirigenti con la Provincia».

Anche i sindacati hanno rigettato la proposta. E hanno parlato anche di possibili ripercussioni sulla stabilità dei posti di lavoro di insegnanti e personale Ata. Lei che dice?

«Ci tengo subito a sgomberare il campo da allarmismi: nessuno sarà licenziato o perderà il posto di lavoro in questa ipotesi di razionalizzazione. Tutti saranno recuperati, questo è garantito, e anche per quanto riguarda il personale Ata c’è un impegno preciso a limitare il più possibile eventuali disagi. E dirò di più, in questa razionalizzazione dovrebbero aumentare i posti di lavoro per gli amministrativi». —


 

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