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Dall’olio di cucina al biocarburante progetto con Rea ed Eni

L.A.
Dall’olio di cucina al biocarburante progetto con Rea ed Eni

Accordo anche col Comune per installare punti di raccolta le materie verranno portare agli impianti di Gela e Marghera

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COLLESALVETTi. Dalla costa livornese a quella veneta e a quella siciliana. Questa triangolazione porterà a realizzare un progetto nuovo, di tutela dell’ambiente. Grazie a un accordo con Rea e il Comune, verranno installati sul territorio una ventina di punti di raccolta di oli usati che poi saranno utilizzati da Eni per gli impianti di Porto Marghera e Gela per farne biocombustibili.

Un’operazione, che come ha spiegato il sindaco Adelio Antolini in consiglio comunale lunedì, «partirà entro fine anno. L’accordo con Rea c’è già e sarà poi l’azienda di smaltimento che gestirà le postazioni di raccolta».

Il lavoro ora verte sulla loro collocazione che, come spiega ancora il sindaco, «saranno sistemate vicino a supermercati e nelle isole ecologiche».

Poi gli oli saranno presi in carico da Eni che ha già riconvertito la raffineria di Porto Marghera alla produzione di biocarburanti di alta qualità da oli vegetali e biomasse.

Come si legge sul sito internet di Eni, «il progetto di bioraffineria di Eni nell'area industriale di Venezia è il primo esempio al mondo di trasformazione di una raffineria convenzionale in bioraffineria, in grado di trasformare materie prime organiche in biocarburanti di alta qualità. L'impianto produce green diesel, green nafta, gpl e potenzialmente anche carburante per turboreattori. Entro il 2021 la bioraffineria sarà in grado di lavorare fino a 560.000 tonnellate di materie prime all'anno, utilizzando in misura crescente oli da cucina usati, oli vegetali e grassi animali. Prossimamente sarà completata anche la seconda bioraffineria Eni di Gela, in Sicilia, con un incremento della capacità produttiva di 750.000 tonnellate/anno».

Per Collesalvetti rimane poi un altro aspetto su cui lavorare ed è quello relativo al bonus che avrebbe l’utente che porta l’olio esausto.

L’ipotesi al vaglio riguarda il conferimento all’isola ecologica e allo studio c’è la possibilità di avere un beneficio sulla Tari.

Oppure è in discussione anche la possibilità di poter fare, tramite il conferimento di olio domestico usato, una donazione a un’associazione di volontariato. —

L.A.



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