Gioco
«Continental aveva già deciso da tempo di andarsene via»
Il sindacato Usb lancia l’allarme: «Fin dai prossimi mesi rischiano il posto gli addetti alla ricerca e sviluppo»
LIVORNO. «Continental aveva già annunciato che non avrebbe più acquisito nuovi progetti e ordini di componentistica per motori a combustione per occuparsi dello sviluppo di motori elettrici».. Secondo l’Usb, l’unione sindacale di base erano già da tempo chiare le intenzioni di Continental, il colosso tedesco dell’automotive che la scorsa settimana ha annunciato un piano di ristrutturazione mondiale che prevede, entro il 2028, 490 esuberi negli stabilimenti di San Piero a Grado e Fauglia, specializzati nella produzione di iniettori per motori diesel e benzina.
«Nell’ottica di una riorganizzazione che prevedeva lo scorporo della divisione pisana Powertrain, lo scorso dicembre i siti di Pisa e Fauglia sono stati trasferiti alla NewCo Cpt Italy srl, per poi essere inglobati nella nuova società Vitesco Technologies che avrebbe preso il posto della divisione Powertrain - spiegano i rappresentanti dell’Usb -. La riorganizzazione è stata motivata come una manovra per far cassa con la vendita parziale di Powertrain per investire in settori più redditizi. È sempre stata chiara la perdita di interesse di Continental verso i componenti dei motori a combustione. Era quindi prevedibile che la riorganizzazione avrebbe inciso significativamente su Pisa non essendo mai stata coinvolta nei nuovi settori di sviluppo di motori elettrici».
Per il sindacato di base esiste un rischio occupazionale immediato per gli addetti al settore ricerca e sviluppo.
«Un rischio - prosegue l’Usb - che potrebbe concretizzarsi già dai prossimi mesi se la casa madre non deciderà di assegnare al nostro territorio alcuni dei progetti per lo sviluppo dei motori elettrici. Qui mancano però le competenze nel settore, conseguenza del non aver provveduto ad una riqualificazione del personale. Sin dall’inizio - aggiunge l’Usb - abbiamo denunciato questa situazione e più volte proposto agli altri sindacati di mettere in campo azioni comuni per spingere l’azienda a concretizzare una strategia per la salvaguardia dei posti di lavoro. La partita non è ancora chiusa, ma non siamo più disponibili ad accettare atteggiamenti passivi e di sottovalutazione». —
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