Il Tirreno

Livorno

Bambino tolto alla mamma: donna denuncia i servizi sociali

Il tribunale di Firenze
◗
Il tribunale di Firenze

Livorno: nel conflitto fra i genitori il piccolo affidato al padre perché la madre, secondo il tribunale, lo avrebbe convinto della sua cattiveria

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Un conflitto tra genitori in sede di separazione, un bambino conteso, un tribunale che lo strappa alla madre che attraverso un lavaggio del cervello avrebbe convinto il bimbo che il padre è una pessima persona. Accade a Pisa, dove il piccolo è stato affidato al padre di Livorno e seguito dai Servizi sociali. «Però, guarda caso, dopo pochi mesi, il bambino si rifiuta di vedere la madre, la etichetta come cattiva», spiega l’avvocato Francesco Miraglia, cui la donna si è rivolta.

«Ma allora chi è davvero il genitore alienante? Perché se contro la madre si è invocata la sindrome da alienazione genitoriale, allontanandole quindi il figlio, per il padre non si adotta il medesimo provvedimento, nonostante sia sotto gli occhi di tutti che il bambino venga manipolato? La sindrome da genitore alienante o c’è o non c’è, non può mica sbucare fuori solo quando ai Servizi sociali fa comodo – prosegue il legale – ma cosa assai più grave è che il bambino, a parte il lavaggio del cervello che subisce dal padre, è peggiorato dal punto di vista del linguaggio e dell’equilibrio psicologico: pur affidato ai servizi sociali di Livorno, questi non si sono mai preoccupati di obbligare il padre a prendersi adeguatamente cura di lui. Anzi, nel ricorso alla Corte d’appello di Firenze, cui la madre si è rivolta, hanno presentato una relazione nella quale dichiarano che la donna si sarebbe opposta alle cure del piccolo, disdicendo persino delle visite sollecitate e autorizzate da lei stessa; la quale, prove alla mano, ha smentito clamorosamente di essersi mai opposta. Tutt’altro. Il piccolo avrebbe bisogno inoltre di un trattamento logopedico per risolvere dei disturbi al linguaggio – sottolinea Miraglia – ma il padre finora non ha mai fatto iniziare le terapie, nella totale indifferenza dei servizi sociali, che mai si sono interessati ad obbligarlo a provvedere. Però, a detta loro, la mamma sarebbe un soggetto da cui tenere lontano il bambino».

E secondo Miraglia, «limitando i loro incontri a visite protette due volte al mese, mentre il padre sarebbe il genitore adeguato al suo sostentamento fisico e psichico. È chiara la parzialità, oltre che l’inefficienza, dei servizi sociali di Livorno, che pertanto abbiamo provveduto a denunciare per abuso d’ufficio e false dichiarazioni in atti destinati all’autorità giudiziaria, viste la relazione totalmente mendace presentata alla Corte d’Appello di Firenze. È chiaro e acclarato, come sostengo da anni, che non esiste solo Bibbiano, ma esistono tantissimi casi, sparsi in tutta Italia, nei quali i servizi sociali avallano comportamenti assurdi e inconcepibili, contrari al benessere dei bambini, che dovrebbe essere invece l’unico scopo che muove le loro azioni. Chiediamo quindi di intervenire con estrema urgenza, prima che la salute fisica e psicologica di questo bambino venga compromessa seriamente e con danni difficilmente recuperabili», conclude l’avvocato.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web