Sicurezza
Trasloco dei corsi: «Percorso da condividere coi dirigenti»
LIVORNO. «Mi dispiace che si parli della Provincia come un ente impositivo: gli uffici hanno semplicemente avanzato una proposta da cui far partire un percorso tutto da condividere con i dirigenti scolastici». È direttamente la numero 1 della Provincia, Marida Bessi, ad entrare nel dibattito cittadino per spiegare come nasce l’ipotesi di razionalizzazione degli indirizzi e trasloco del Linguistico dal liceo Enriques al Cecioni e di Scienze Umane dal liceo Cecioni al Niccolini Palli a partire dall’anno scolastico 2020-2021 (per le nuove iscrizioni).
Una rivoluzione geografica dei corsi di studio che secondo i sindacati potrebbe portare ad una possibile riduzione dei posti di lavoro del personale docente (e pure di quello Ata perché se diminuiscono). Questo temono tanti docenti degli istituti coinvolti. E di riflesso i sindacati fanno da megafono a queste preoccupazioni.
Come sempre sottolineato dal Tirreno, si tratta di una proposta.
«Aspettiamo dai dirigenti scolastici una contro-proposta: a breve organizzeremo un tavolo di lavoro con i presidi – e spiega –. Gli uffici comunque hanno semplicemente recepito un input che e stato dato dal provveditorato e quindi dal Ministero della Pubblica Istruzione. La Provincia non ha intenzione di imporre niente».
Razionalizzare gli indirizzi per migliorare almeno in parte una ormai nota mancanza di spazi, in istituti con tanti iscritti come il liceo Enriques?
«Io dico che gli spazi attualmente ci sono, vanno sicuramente razionalizzati. Sarà un punto che discuteremo con i singoli dirigenti nell’ambito, ribadisco, di un percorso condiviso».
Nello specifico la proposta della Provincia si basa su calcoli precisi rispetto al numero degli alunni iscritti alle prime classi agli indirizzi oggetto dell’ipotesi, negli ultimi 3 anni scolastici (Scienze Umane del Niccolini Palli tendenza stabile, calante); Scienze Umane al Cecioni tendenza stabile-crescente; Linguistico all’Enriques tendenza stabile; Linguistico al Cecioni tendenza stabile). Si tratta, quindi, di una proposta su cui gli uffici hanno ragionato.
Non si nasconde, nella proposta di palazzo granducale, che questa razionalizzazione andrebbe a creare i presupposti per un rilancio degli iscritti del liceo Niccolini-Palli che da anni si muove intorno alla soglia legale dei 600 iscritti, con il rischio della perdita della autonomia giuridica, qualora questa non venga raggiunta per 3 anni consecutivi. Una sorta di ipotesi salva Niccolini Palli. «Il liceo Niccolini Palli non può rischiare di sparire. Ci ha studiato Ciampi tanto per fare un esempio. E patrimonio della città». Bessi chiude ribadendo che: «La Provincia fa salti mortali. Non siamo qui per imporre ma per condividere». —
F.S.
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